Gli albergatori di Dorgali contro la tassa
di Nino Muggianu
Troncia: «Vogliamo poter decidere con il Comune la destinazione dell’imposta di soggiorno»
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DORGALI. La tassa di soggiorno, non è ancora una realtà la proposta dell'amministrazione comunale di Dorgali fa già discutere. In prima linea contro la proposta, sopratutto perché scaturisce da una decisione non condivisa con gli operatori turistici è Federalberghi.
«Decidere assieme come spendere le risorse: solo cosi può avere un senso questa proposta. Il parere delle imprese ha un peso effettivo non è solo una opinione». Massimiliano Troncia, vice presidente di Federalberghi Sardegna e presidente del consorzio Cala e Luna ( 8 alberghi e un tour operator per un totale di 500 posti letto, tra Dorgali e Cala Gonone) ha da recriminare su diverse cose. «Si tratta– spiega il rappresentante degli albergatori –, di una nuova tassa e di base non siamo d'accordo. Però tra il non essere d'accordo e non voler dialogare ce ne passa». Tronci ricorda di aver dato la disponibilità al confronto seppure con alcune richieste: «abbiamo chiesto di rimanere con un importo calmierato, si parla di 1 euro, mentre l'orientamento dell'amministrazione è di 1 euro e 50». Il nodo più importante è la spendita delle risorse incamerate con la tassa. «Vorremo sapere con certezza come verranno spese e vorremmo poter decidere non fare riunioni di tipo consultivo» sottolinea il vicepresidente dell’associazione nel ricordare che sono stati dei casi, come a Roma, dove si è incassato 1 milione di euro e per il turismo sono rimaste le briciole. «A Dorgali – aggiunge il presidente della Cala e Luna– abbiamo visto carnevali finanziati con i fondi del turismo.
Insomma ne abbiamo già visto tante. Poiché si tratta di una ulteriore tassa che si va a sommare all'Imu e alla Tarsu occorre affrontare insieme il ragionamento». L'aspetto su cui Troncia si dice fortemente contrario è il meccanismo forfettario per l'extra alberghiero. «Si tratta comunque dell'ennesimo adempimento che ricade sulle imprese. Secondo Troncia i più penalizzati sono sicuramente le grandi strutture che in questa fase si trovano ad aver già sottoscritto i contratti e rischiano seriamente di rimetterci di tasca.
«E' un tipo di ragionamento che abbiamo voluto fare con l'amministrazione: confidiamo che questo capitolo venga affrontato» osserva Troncia. Tutti gli oneri di mercato devono essere comunicati in fase di stipula dei contratti e i tour operator potrebbe contestare l'applicazione della tassa. «Si tratta –, è la sua conclusione– di un aspetto che deve essere assolutamente discusso e rivisto. In pratica siamo fuori dai tempi e non è una novità il fatto che la politica non vada di pari passo con il mercato e questo non è certo colpa della nostra amministrazione però il problema persiste».
«Decidere assieme come spendere le risorse: solo cosi può avere un senso questa proposta. Il parere delle imprese ha un peso effettivo non è solo una opinione». Massimiliano Troncia, vice presidente di Federalberghi Sardegna e presidente del consorzio Cala e Luna ( 8 alberghi e un tour operator per un totale di 500 posti letto, tra Dorgali e Cala Gonone) ha da recriminare su diverse cose. «Si tratta– spiega il rappresentante degli albergatori –, di una nuova tassa e di base non siamo d'accordo. Però tra il non essere d'accordo e non voler dialogare ce ne passa». Tronci ricorda di aver dato la disponibilità al confronto seppure con alcune richieste: «abbiamo chiesto di rimanere con un importo calmierato, si parla di 1 euro, mentre l'orientamento dell'amministrazione è di 1 euro e 50». Il nodo più importante è la spendita delle risorse incamerate con la tassa. «Vorremo sapere con certezza come verranno spese e vorremmo poter decidere non fare riunioni di tipo consultivo» sottolinea il vicepresidente dell’associazione nel ricordare che sono stati dei casi, come a Roma, dove si è incassato 1 milione di euro e per il turismo sono rimaste le briciole. «A Dorgali – aggiunge il presidente della Cala e Luna– abbiamo visto carnevali finanziati con i fondi del turismo.
Insomma ne abbiamo già visto tante. Poiché si tratta di una ulteriore tassa che si va a sommare all'Imu e alla Tarsu occorre affrontare insieme il ragionamento». L'aspetto su cui Troncia si dice fortemente contrario è il meccanismo forfettario per l'extra alberghiero. «Si tratta comunque dell'ennesimo adempimento che ricade sulle imprese. Secondo Troncia i più penalizzati sono sicuramente le grandi strutture che in questa fase si trovano ad aver già sottoscritto i contratti e rischiano seriamente di rimetterci di tasca.
«E' un tipo di ragionamento che abbiamo voluto fare con l'amministrazione: confidiamo che questo capitolo venga affrontato» osserva Troncia. Tutti gli oneri di mercato devono essere comunicati in fase di stipula dei contratti e i tour operator potrebbe contestare l'applicazione della tassa. «Si tratta –, è la sua conclusione– di un aspetto che deve essere assolutamente discusso e rivisto. In pratica siamo fuori dai tempi e non è una novità il fatto che la politica non vada di pari passo con il mercato e questo non è certo colpa della nostra amministrazione però il problema persiste».
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