Autunno in Barbagia, un marchio che fa scuola
di Valeria Gianoglio
Dopo il successo di “Mastros in Nugoro” gli organizzatori pensano al futuro: «Bisogna puntare sulla qualità». E a Firenze il percorso si studia come esempio
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NUORO. Che ci siano correzioni da apportare, sbavature da limare, errori da non ripetere, e un obiettivo da perseguire in modo più deciso che vuole puntare tutto sulla qualità, sono, più o meno, tutti d’accordo: assessori, Camera di commercio, associazioni e cittadini. Ma il fatto è che, nonostante le polemiche che ogni anno trascina con sè insieme a molti consensi e a un mucchio di proposte di cambiamento, il ciclo di manifestazioni del circuito “Autunno in Barbagia” – e con esso uno dei suoi eventi, quel “Mastros in Nugoro” che si è concluso ieri con un nuovo bagno di folla serale – con il tempo e tanta fatica è diventato un marchio che fa scuola persino nel campo del marketing territoriale e del turismo digitale. Lo rivela, con un pizzico di orgoglio, il presidente della Camera di commercio nuorese, Agostino Cicalò, mentre traccia un piccolo bilancio dell’evento che guarda anche al futuro.
«Nel percorso di Autunno in Barbagia – spiega – la tappa di Nuoro è sempre stata quella più difficile da organizzare e per un semplice motivo: Nuoro non è un paese, quindi anche le cortes hanno uno sviluppo più distribuito in diverse zone e meno concentrato. Anche quest’anno, comunque, l’evento è andato molto bene. Ma se dobbiamo pensare al futuro, dobbiamo pensare tutti insieme a puntare sempre di più sulla qualità. Lo sforzo di tutti deve essere quello di selezionare le eccellenze, i migliori, e pretendere il rispetto del disciplinare. La vera battaglia, dunque, è continuare a percorrere il discorso della qualità, perché quanto ai numeri, invece, siamo già a buon punto. E anche le cifre e la folla di questi giorni a Nuoro ne sono la prova». «Certo è che – continua il presidente della Camera di commercio – il marchio di Autunno in Barbagia ormai sta facendo scuola: è stato selezionato tra i cinque migliori in Italia nel campo del marketing e del turismo digitale. Se n’è parlato di recente a Firenze».
«Certo – dice anche l’assessore comunale al Commercio e turismo, Marcello Seddone – Mastros in Nugoro anche quest’anno è andato bene, pur con qualche problema e correzione da apportare. Ma ora bisogna capire se e come migliorare la qualità del prodotto, ed è una riflessione che dobbiamo fare tutti insieme, Nuoro e gli altri paesi del circuito di Autunno in Barbagia. Uno degli aspetti che a Nuoro voglio correggere per il futuro, ad esempio, è quello di cercare di coinvolgere di più altre zone della città, perché la gente si riunisce in gran parte a Santu Predu, mentre Seuna merita altrettanto. Quest’anno devo ringraziare proprio chi, come l’associazione amici di Tonino Puddu, ha fatto una sua corte proprio a Seuna, esponendo tante eccellenze. Sono stati veri eroi, bisognerebbe far loro un monumento. Ma in generale, la sensazione, a caldo, che quest’anno siamo comunque riusciti a organizzare un evento più ordinato. E i punti ristoro hanno offerto un menù variegato dei piatti della tradizione. Ed è andato bene anche l’esperimento di Casa Ciusa, con le dimostrazioni degli artigiani».
E se, gli artigiani e le loro creazioni sono stati i protagonisti più discreti e meno chiassosi dell’edizione di Mastros che si è chiusa ieri, c’è una new entry assoluta che ha conquistato centinaia di spettatori: è stata la “Notte della legalità”, promossa dalla scuola forense nuorese.
Un evento che non è stato pensato per far parte delle giornate di “Mastros” ma che poi ci si è trovato incidentalmente in mezzo, e alla fine è andata comunque bene. «La notte della legalità è stata una esperienza straordinaria – dice, la presidente della scuola, Monica Murru – per tutto il pomeriggio e la sera di sabato, tra il Palazzo di giustizia e la Camera di commercio, abbiamo avuto convegni, laboratori, abbiamo discusso di carcere, bullismo, mafia. Abbiamo ospitato momenti di teatro e di danza. Abbiamo coinvolto gli studenti e visto, tra il pubblico e i protagonisti, magistrati e avvocati. In tribunale sono entrate almeno 600 persone, al processo di Cappuccetto rosso siamo stati costretti a fare una replica, viste le prenotazioni. È stato un successo, tant’è che i colleghi di altri fori ci hanno contattato perché vorrebbero farla anche loro. Questa è la prova che anche le idee “folli”, come avevo definito questo progetto quando lo avevo proposto, funzionano quando ci si crede e quando si collabora. Visto il successo della manifestazione, ripeteremo sicuramente l’iniziativa».
«Nel percorso di Autunno in Barbagia – spiega – la tappa di Nuoro è sempre stata quella più difficile da organizzare e per un semplice motivo: Nuoro non è un paese, quindi anche le cortes hanno uno sviluppo più distribuito in diverse zone e meno concentrato. Anche quest’anno, comunque, l’evento è andato molto bene. Ma se dobbiamo pensare al futuro, dobbiamo pensare tutti insieme a puntare sempre di più sulla qualità. Lo sforzo di tutti deve essere quello di selezionare le eccellenze, i migliori, e pretendere il rispetto del disciplinare. La vera battaglia, dunque, è continuare a percorrere il discorso della qualità, perché quanto ai numeri, invece, siamo già a buon punto. E anche le cifre e la folla di questi giorni a Nuoro ne sono la prova». «Certo è che – continua il presidente della Camera di commercio – il marchio di Autunno in Barbagia ormai sta facendo scuola: è stato selezionato tra i cinque migliori in Italia nel campo del marketing e del turismo digitale. Se n’è parlato di recente a Firenze».
«Certo – dice anche l’assessore comunale al Commercio e turismo, Marcello Seddone – Mastros in Nugoro anche quest’anno è andato bene, pur con qualche problema e correzione da apportare. Ma ora bisogna capire se e come migliorare la qualità del prodotto, ed è una riflessione che dobbiamo fare tutti insieme, Nuoro e gli altri paesi del circuito di Autunno in Barbagia. Uno degli aspetti che a Nuoro voglio correggere per il futuro, ad esempio, è quello di cercare di coinvolgere di più altre zone della città, perché la gente si riunisce in gran parte a Santu Predu, mentre Seuna merita altrettanto. Quest’anno devo ringraziare proprio chi, come l’associazione amici di Tonino Puddu, ha fatto una sua corte proprio a Seuna, esponendo tante eccellenze. Sono stati veri eroi, bisognerebbe far loro un monumento. Ma in generale, la sensazione, a caldo, che quest’anno siamo comunque riusciti a organizzare un evento più ordinato. E i punti ristoro hanno offerto un menù variegato dei piatti della tradizione. Ed è andato bene anche l’esperimento di Casa Ciusa, con le dimostrazioni degli artigiani».
E se, gli artigiani e le loro creazioni sono stati i protagonisti più discreti e meno chiassosi dell’edizione di Mastros che si è chiusa ieri, c’è una new entry assoluta che ha conquistato centinaia di spettatori: è stata la “Notte della legalità”, promossa dalla scuola forense nuorese.
Un evento che non è stato pensato per far parte delle giornate di “Mastros” ma che poi ci si è trovato incidentalmente in mezzo, e alla fine è andata comunque bene. «La notte della legalità è stata una esperienza straordinaria – dice, la presidente della scuola, Monica Murru – per tutto il pomeriggio e la sera di sabato, tra il Palazzo di giustizia e la Camera di commercio, abbiamo avuto convegni, laboratori, abbiamo discusso di carcere, bullismo, mafia. Abbiamo ospitato momenti di teatro e di danza. Abbiamo coinvolto gli studenti e visto, tra il pubblico e i protagonisti, magistrati e avvocati. In tribunale sono entrate almeno 600 persone, al processo di Cappuccetto rosso siamo stati costretti a fare una replica, viste le prenotazioni. È stato un successo, tant’è che i colleghi di altri fori ci hanno contattato perché vorrebbero farla anche loro. Questa è la prova che anche le idee “folli”, come avevo definito questo progetto quando lo avevo proposto, funzionano quando ci si crede e quando si collabora. Visto il successo della manifestazione, ripeteremo sicuramente l’iniziativa».
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