Cpr: oggi assemblea civica sul referendum
di Paolo Maurizio Sechi
Macomer, il sindaco Succu contro l’opposizione: «Stanno disinformando consapevolmente»
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MACOMER. Sarà sicuramente un consiglio comunale infuocato quello di questo pomeriggio, alle 16,30, con in discussione la proposta della minoranza di indire il referendum per l’apertura del Centro di permanenza e rimpatrio nell’ex carcere di Macomer. I consiglieri di opposizione hanno contestato l’iscrizione al dodicesimo punto all’ordine del giorno della civica assemblea che, in ora tarda, potrebbe non favorire la partecipazione dei cittadini e la richiesta di nullaosta da parte del Ministero per indire il plebiscito popolare. «La consapevolezza acquisita dell’importanza strategica della struttura per tutta la Sardegna – risponde il sindaco Antonio Succu –, con l’assicurazione che nulla viene tralasciato sul versante della sicurezza dei cittadini». Il recente incontro a Cagliari con il capo del Dipartimento Immigrazione del Ministero degli Interni ha indotto Succu a chiedere al Prefetto la “verifica di ammissibilità” dello strumento referendario per questa circostanza.
Il prefetto a sua volta ha interpellato il Ministero da cui attende risposta.
«Se il Ministero dovesse giudicare ammissibile il referendum continueremo con ogni strumento utile, compresa la pubblica assemblea, la più capillare informazione ai cittadini sui veri contenuti del centro» osserva il primo cittadino che parla apertamente di disinformazione.
«Si tratta di riaprire l’ex carcere dopo i lavori di riqualificazione sia in termini di rispetto della dignità degli ospiti che in termini di sicurezza per i cittadini» prosegue il sindaco che ritiene sorprendente come minoranza che si dice politicamente di sinistra e che a parole si è sempre detta favorevole alla riapertura del carcere si ritrovi in una alleanza innaturale con la destra estrema strumentalizzando le paure della gente da loro stessi disinformata. « Ipocritamente la minoranza chiede di discutere in Consiglio comunale una mozione sul lavoro che sarà al primo punto all’ordine del giorno peraltro rinviata su richiesta della stessa minoranza di 7 giorni rispetto alla data proposta della maggioranza» contrattacca il sindaco rimarcando l’importanza dei successivi punti in discussione nel consiglio di oggi come quello relativo al rifacimento dell’impianto di pubblica illuminazione e degli impianti termici degli edifici comunali e la valorizzazione delle terre civiche.
«Non dimentichiamo – conclude Succu – che una struttura carceraria ristrutturata e ammodernata, una volta cessata l’emergenza migranti, potrà essere riutilizzata come carcere mandamentale, visto il sovraffollamento delle strutture detentive sarde».
Il prefetto a sua volta ha interpellato il Ministero da cui attende risposta.
«Se il Ministero dovesse giudicare ammissibile il referendum continueremo con ogni strumento utile, compresa la pubblica assemblea, la più capillare informazione ai cittadini sui veri contenuti del centro» osserva il primo cittadino che parla apertamente di disinformazione.
«Si tratta di riaprire l’ex carcere dopo i lavori di riqualificazione sia in termini di rispetto della dignità degli ospiti che in termini di sicurezza per i cittadini» prosegue il sindaco che ritiene sorprendente come minoranza che si dice politicamente di sinistra e che a parole si è sempre detta favorevole alla riapertura del carcere si ritrovi in una alleanza innaturale con la destra estrema strumentalizzando le paure della gente da loro stessi disinformata. « Ipocritamente la minoranza chiede di discutere in Consiglio comunale una mozione sul lavoro che sarà al primo punto all’ordine del giorno peraltro rinviata su richiesta della stessa minoranza di 7 giorni rispetto alla data proposta della maggioranza» contrattacca il sindaco rimarcando l’importanza dei successivi punti in discussione nel consiglio di oggi come quello relativo al rifacimento dell’impianto di pubblica illuminazione e degli impianti termici degli edifici comunali e la valorizzazione delle terre civiche.
«Non dimentichiamo – conclude Succu – che una struttura carceraria ristrutturata e ammodernata, una volta cessata l’emergenza migranti, potrà essere riutilizzata come carcere mandamentale, visto il sovraffollamento delle strutture detentive sarde».
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