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Diffida a Tossilo: criticità e grave rischio ambientale

Diffida a Tossilo: criticità e grave rischio ambientale

Macomer, ben nove prescrizioni Aia per l’inceneritore del Consorzio industriale La Provincia: «Il gestore tiene aperta la discarica di Monte Muradu che va chiusa»

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MACOMER. Ben 9 prescrizioni Aia non rispettate e almeno altrettante situazioni di criticità che possono generare un rischio ambientale. Questo emerge dalla pesante diffida emessa dalla Provincia di Nuoro nei confronti della Tossilo Spa, la società di proprietà del Consorzio Industriale di Macomer in liquidazione dal 2008 che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti.

Scaturito dai verbali redatti dall’Arpas di Oristano che ha effettuato i sopralluoghi e riscontrato le non conformità, il documento della Provincia riporta agli onori della cronaca le vicende relative ad un impianto, quello di Tossilo, da anni al centro del dibattito dell’intero territorio. Oltre alle prescrizioni Aia non rispettate, tra le quali il superamento dei valori limite di emissione sia per i sistemi di deodorizzazione sia dei parametri relativi a solidi sospesi, cadmio, rame negli scarichi fognari, ma anche la permanenza oltre il limite dei rifiuti tal quali nella fossa, l’assenza di un Piano di ripristino ambientale per l’impianto e di un programma di miglioramento delle performance ambientali, l’attenzione dell’Arpas si è focalizzata anche sulla discarica di Monte Muradu. Scrive la Provincia che «il gestore continua a mantenere aperta la discarica di servizio di Monte Muradu per smaltirvi limitate quantità di rifiuti, anziché provvedere alla sua chiusura e copertura definitiva» e sottolinea che questo comporta «la necessità di captare ed inviare a smaltimento le quantità di percolato che si producono in occasione degli eventi meteorici».

Una questione non da poco, visto che potrebbe incidere pesantemente sull’aspetto gestionale ed economico dell’impianto di Tossilo oltre che avere possibili implicazioni di carattere ambientale. L’Arpas entra però anche nel merito della gestione della discarica: «Si riscontrano affioramenti di rifiuti privi di materiale di ricopertura – si legge nel documento di diffida – oltre che si registrano la presenza di percolato nonostante le ultime piogge risalissero a circa 3 settimane e, addirittura, sostanze liquide pericolose stoccate in modo inadeguato».

Una discarica che – intima la Provincia – dovrà essere chiusa al più presto: entro 3 mesi il gestore dovrà presentare un programma finalizzato a raggiungere questo obiettivo. Un quadro complessivo, quello fotografato dall’Arpas, decisamente critico, nonostante i 2 forni dell’inceneritore siano spenti dal febbraio del 2016.

L’impianto di proprietà del Consorzio Industriale di Macomer ha però, nonostante la fermata dei forni, continuato a marciare e a ricevere i rifiuti urbani della zona, tenendo attiva la piattaforma di prima selezione e sacrificando 13 delle 38 maestranze, individuate come esuberi: una attività che, secondo la Provincia, ha creato comunque delle situazioni di criticità alle quali ora bisognerà rimediare. (g.s.)



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