La Uilca contro i tagli del Banco
Il sindacato sul Piano industriale: «Chiudere gli sportelli non è la giusta direzione»
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NUORO. «Non si può continuare a perseguire solo ed esclusivamente il disegno del profitto fine a se stesso, senza minimamente preoccuparsi degli effetti sociali negativi su un territorio già in grossa crisi». La Uilca provinciale di Nuoro prende posizione sull’impatto che il Piano industriale 2015-2017 del Banco di Sardegna, ormai in conclusione, ha avuto sul territorio della Sardegna e in particolare nelle zone interne. «Le scelte operate dal Gruppo Bper per noi della Uilca di Nuoro – dichiarano Cosimo Carta, responsabile territoriale; Piero Mele, segreteria Nuoro, e Bruno Cosseddu, segreteria Macomer – sono un chiaro segnale di forte penalizzazione per il territorio. Chiudere sportelli e non aiutare il tessuto socio economico produttivo non è la giusta direzione che a nostro parere paga. Il disegno ora è chiaro – sottolineano i sindacalisti –, si vuole impoverire il territorio. Noi non ci stiamo».
La Uilca lancia un appello alla politica regionale e in particolar modo ai sindaci del Nuorese e dell’Ogliastra in vista del prossimo piano industriale che verrà presentato nei primi mesi del 2018, «a fare proposte concrete affinché si evitino ulteriori serrate nei paesi particolarmente a rischio, a partire da quella di mettere a disposizione i locali dei comuni stessi onde venire incontro ai costi dell’Istituto».
«L’economia sta già risentendo di queste scelte scellerate – sostengono all’unisono i dirigenti locali della Uilca– , scelte che penalizzano in particolare la popolazione anziana, che come ben si sa è numerosa e non potendosi spostare in altri comuni anche se limitrofi, la portano a chiudere il rapporto ormai divenuto fiduciario con il Banco di Sardegna. Tutto ciò determina inoltre il progressivo spopolamento della Sardegna, fenomeno allarmante al quale la politica non può sottrarsi, ma deve dare una pronta risposta, soprattutto alla luce dei risultati attesi dal piano industriale, il quale in tema di mantenimento dell’occupazione, della proclamata vicinanza del Banco di Sardegna alle famiglie e alle piccole imprese si è rivelato un fallimento» chiudono Carta, Mele e Cosseddu.
La Uilca lancia un appello alla politica regionale e in particolar modo ai sindaci del Nuorese e dell’Ogliastra in vista del prossimo piano industriale che verrà presentato nei primi mesi del 2018, «a fare proposte concrete affinché si evitino ulteriori serrate nei paesi particolarmente a rischio, a partire da quella di mettere a disposizione i locali dei comuni stessi onde venire incontro ai costi dell’Istituto».
«L’economia sta già risentendo di queste scelte scellerate – sostengono all’unisono i dirigenti locali della Uilca– , scelte che penalizzano in particolare la popolazione anziana, che come ben si sa è numerosa e non potendosi spostare in altri comuni anche se limitrofi, la portano a chiudere il rapporto ormai divenuto fiduciario con il Banco di Sardegna. Tutto ciò determina inoltre il progressivo spopolamento della Sardegna, fenomeno allarmante al quale la politica non può sottrarsi, ma deve dare una pronta risposta, soprattutto alla luce dei risultati attesi dal piano industriale, il quale in tema di mantenimento dell’occupazione, della proclamata vicinanza del Banco di Sardegna alle famiglie e alle piccole imprese si è rivelato un fallimento» chiudono Carta, Mele e Cosseddu.
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