Gli albergatori assicurano: non vogliamo ecomostri
di Stefania Vatieri
L’incontro voluto dalla Confcommercio sulla nuova legge urbanistica Il senatore e segretario Pd Cucca: «Quella cubatura in più produrrà ricchezza»
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NUORO. Giurano che non ci sarà nessuna cementificazione o speculazione edilizia a discapito dei paradisi incontaminati dell'isola. Piuttosto, per gli albergatori sardi, riuniti nell'associazione di categoria Federalberghi, la nuova legge sull'urbanistica sarebbe più una questione di riqualificazione e valorizzazione delle strutture già esistenti, ormai vecchie e dunque non più competitive. Con l'obiettivo dunque di offrire più servizi e destagionalizzare così l'offerta turistica isolana. Lo hanno ribadito anche ieri durante l'incontro promosso dalla direzione della Confcommercio nuorese con il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Luigi Cucca, e intitolato "Turismo, ambiente, urbanistica, il ruolo degli albergatori". «Abbiamo necessità che venga approvata quanto prima una nuova legge sull'urbanistica – sottolinea Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. Sfatiamo il luogo comune che gli albergatori vogliono cementificare sulle coste, la necessità degli albergatori è quella di allargare le camere e non creare nuove cubature in luoghi incontaminati». Ma ciò che più sta a cuore al presidente di Federalberghi è il fatto che «tra gli albergatori c'è un'idea uniforme di turismo, di crescita e di valorizzazione, dove la tutela per il nostro patrimonio naturale ricopre un'importanza fondamentale».
A suscitare le più accese polemiche infatti ci sarebbe il nodo legato all'incremento di cubatura del 25 per cento previsto dalla nuova legge sull'urbanistica a favore di tutte le strutture alberghiere presenti, dunque anche per gli impianti a ridosso del mare e quindi in aperto contrasto con la legge salva-coste approvata dieci anni fa dall’allora governatore Renato Soru e dal suo assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna. «Ma probabilmente ancora non è chiaro il concetto che i vincoli imposti dal Piano paesaggistico non si toccano – ha ribadito il senatore Giuseppe Luigi Cucca –. A breve riprenderemo in mano la questione, con la speranza che non ci si nasconda ancora dietro ritrosie. Quella cubatura in più produce ricchezza, in un territorio dove i tassi di disoccupazione giovanile superano il 40 per cento».
In Sardegna su 920 alberghi totali, quelli praticamente a ridosso della battigia sono circa 160.«È necessario che il comparto ricettivo dell'isola, un settore molto importante per il nostro territorio, torni a essere competitivo – spiega il presidente della Camera di commercio Agostino Cicalò – questo sarà possibile solo attraverso i nuovi dettami della legge, che dopo anni di attese è ora di portare a casa». Metri cubi che a detta del popolo degli albergatori sarebbero destinati perlopiù a riqualificare i servizi, allestirne di nuovi, adeguare le stanze a standard più moderni e in ultimo aprire il varco a una possibile realizzazione di centri benessere e sale congressi, e riportare così le strutture sul mercato internazionale.
«Non siamo i promotori degli ecomostri e della deturpazione del territorio – conclude Manca –. Non sarebbe nei nostri interessi, non esiste secondo noi un caso alberghi. Al massimo a deturpare le coste sono le 300 mila seconde case. Le strutture alberghiere vanno rimodernate. Hanno bisogno di avere gli stessi standard di qualità dei competitor internazionali, e anche nei pochissimi casi in cui ci siano ecomostri la legge deve consentire di renderli più armonici e quindi meno impattanti».
A suscitare le più accese polemiche infatti ci sarebbe il nodo legato all'incremento di cubatura del 25 per cento previsto dalla nuova legge sull'urbanistica a favore di tutte le strutture alberghiere presenti, dunque anche per gli impianti a ridosso del mare e quindi in aperto contrasto con la legge salva-coste approvata dieci anni fa dall’allora governatore Renato Soru e dal suo assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna. «Ma probabilmente ancora non è chiaro il concetto che i vincoli imposti dal Piano paesaggistico non si toccano – ha ribadito il senatore Giuseppe Luigi Cucca –. A breve riprenderemo in mano la questione, con la speranza che non ci si nasconda ancora dietro ritrosie. Quella cubatura in più produce ricchezza, in un territorio dove i tassi di disoccupazione giovanile superano il 40 per cento».
In Sardegna su 920 alberghi totali, quelli praticamente a ridosso della battigia sono circa 160.«È necessario che il comparto ricettivo dell'isola, un settore molto importante per il nostro territorio, torni a essere competitivo – spiega il presidente della Camera di commercio Agostino Cicalò – questo sarà possibile solo attraverso i nuovi dettami della legge, che dopo anni di attese è ora di portare a casa». Metri cubi che a detta del popolo degli albergatori sarebbero destinati perlopiù a riqualificare i servizi, allestirne di nuovi, adeguare le stanze a standard più moderni e in ultimo aprire il varco a una possibile realizzazione di centri benessere e sale congressi, e riportare così le strutture sul mercato internazionale.
«Non siamo i promotori degli ecomostri e della deturpazione del territorio – conclude Manca –. Non sarebbe nei nostri interessi, non esiste secondo noi un caso alberghi. Al massimo a deturpare le coste sono le 300 mila seconde case. Le strutture alberghiere vanno rimodernate. Hanno bisogno di avere gli stessi standard di qualità dei competitor internazionali, e anche nei pochissimi casi in cui ci siano ecomostri la legge deve consentire di renderli più armonici e quindi meno impattanti».
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