La Nuova Sardegna

Nuoro

Attentato a Macomer incendiata l’auto di una disoccupata

di Giusy Ferreli

Indagini difficili per i carabinieri della Compagnia  Acquisiti i filmati delle videocamere di corso Umberto  

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MACOMER. Attentato incendiario la notte scorsa a Macomer. Le fiamme hanno completamente distrutto l’automobile di una giovane disoccupata del paese, Maria Giovanna Puddu. L’allarme è scattato intorno all’una e quarto in via Regina Elena, centralissima strada del paese che si trova pochi passi da corso Umberto. A quell’ora gli abitanti del quartiere sono stati svegliati dal bagliore sprigionato dal fuoco.

Quando si sono resi conto che a bruciare era una macchina, una Citroen Xsara Picasso intestata al padre ma in uso alla ragazza, hanno subito chiamato il 115. A nulla è servito l’allarme: quando i vigili del fuoco del distaccamento cittadino sono intervenuti in via Regina Elena, la Citroen era giù stata completamente distrutta dalle fiamme. Tutto ciò che rimaneva era una carcassa annerita e del tutto inservibile. I vigili hanno trovato tracce di combustibile utilizzato per mettere a segno l’attentato.

Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Macomer che ora dovranno fare luce su quello che ha gli sgradevoli contorni di un attentato incendiario. Nessun dubbio sull’origine del rogo che ha distrutto l’automobile anche se è difficile ipotizzare il movente che ha mosso gli anonimi incendiari.

Maria Giovanna Puddu, come del resto tutta la sua famiglia (mamma insegnante e papà tabaccaio) viene considerata una persona tranquilla. La giovane donna non riveste incarichi pubblici e non ha mai avuto nessun tipo di problema. Perciò, ipotizzare e capire cosa in questo malaugurato caso abbia mosso gli attentatori è difficile da capire.

Ragion per cui l’episodio ha creato più di un turbamento nella comunità del centro del Marghine. I militari hanno già avviato le indagini per capire cosa ci sia dietro il rogo che ha ridotto in cenere la macchine parcheggiata nelle vicinanze della tabaccheria di famiglia. Una mano d’aiuto per capirne di più potrà arrivare (forse) dai filmati delle telecamere di videosorveglianza che si trovano nella zona. Si tratta degli impianti di sicurezza che vigilano sul vicinissime museo etnografico La casa antica e della sede del Banco di Sardegna. Entrambi i sistemi di sorveglianza si trovano sul corso ma a pochi passi dal luogo del misterioso rogo e potrebbero aver colto qualche immagine in grado di fare chiarezza. Toccherà ai militari della Compagnia, coordinati dal capitano Giuseppe Pischedda, visioneranno anche i filmati alla ricerca di qualche elemento utile ai fini dell’indagine.



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