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Nuoro

Oliena, annata eccezionale per la raccolta delle olive

di Nino Muggianu
Oliena, annata eccezionale per la raccolta delle olive

Soddisfatti gli olivicoltori della valle di Lanaittu che puntano a conquistare il mercato internazionale Pau: «Come cooperativa stiamo cercando di innovare la gestione sul modello di una cantina sociale»

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OLIENA. Già partita anche a Oliena la campagna 2017 della raccolta delle olive. Annata che si preannuncia ricca di soddisfazioni per gli olivicoltori dell’immenso patrimonio olivicolo che conta anche i quasi 40 ettari della valle di Lanaittu.

Due le specialità da sempre coltivate, l’oliva bianca, conosciuta come Bosana e la nera di Oliena, biodiversità tipica locale. Già in moto i tre oleifici il San Francesco, l’Oleificio Solinas e quello della Cooperativa che raggruppa la maggior parte degli oivicoltori del pese. Un’annata che dopo le recenti piogge e dopo un lungo periodo di siccità paradossalmente si è incanalata in quella che sembra essere eccezionale.

Graziano Pau è il nuovo presidente della nuova cooperativa olivicoltori Oliena. Subentrata alla vecchia cooperativa, Pau e soci hanno riscattato la struttura messa all’asta dal tribunale, ricapitalizzata la cooperativa e acquistato tutti i locali, compresi quelli dove doveva nasceva il polo per le olive da mensa mai decollato. «Questa per noi è la prima stagione – commenta Pau – perché lo scorso anno a causa delle condizioni atmosferiche praticamente non abbiamo lavorato. Adesso siamo proprietari di entrambe le strutture. Attualmente siamo circa 150 soci, quasi tutti olieanesi anche se c’è qualche conferitore del circondario». La struttura che si trova nella zona Pip ha una capacità giornaliera di circa 150-180 quintali di olive è un impianto che momentaneamente soddisfa queste quantità. I macchinari non sono però di ultima generazione: acquistati a metà degli anni ’90 iniziano a sentire gli anni. La prospettiva è quella di trasferire quanto prima la lavorazione al nuovo locale. Attualmente sono quattro gli operai che lavorano per 3-4 mesi all’anno in funzione dell’andamento stagionale delle olive.

«Abbiamo l’intenzione – aggiunge Graziano Pau – appena avremo la potenzialità relativa al mercato di assumere qualche altro impiegato amministrativo. Il nostro obiettivo è quello di innovare il processo di gestione. Vogliamo infatti, far funzionare il tutto come un caseificio, Cantina sociale, ossia trasformare e vendere direttamente. Stiamo tentando attraverso dei finanziamenti l’internazionalizzazione del processo produttivo. In questo ci siamo affiancati ad un pool di aziende che hanno intenzione di commercializzare fino a Dubai e altri mercati esteri».

«Abbiamo insomma – conclude il presidente – , una prospettiva a lungo raggio ma già da oggi abbiamo una nostra rappresentante a Pechino. Presenteremo il nuovo prodotto “Iliò”che si attesta in una fascia medio alta. Nel giro di un paio d’anni contiamo a portare a termine tutte le innovazioni in progetto. Abbiamo una collaborazione con l’Università di Sassari e Urbino con le quali andremo a sviluppare una tematica legata all’aspetto salutistico del prodotto olio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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