La Nuova Sardegna

Nuoro

Cpr migranti, no al referendum

di Paolo Maurizio Sechi

Macomer, duro scontro in consiglio comunale dopo la risposta negativa di Prefettura e Regione

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MACOMER. «Il Prefetto di Nuoro, per conto del ministero dell’Interno, e l’ufficio Affari generali della Regione sarda hanno confermato quanto contenuto nello statuto comunale cioè che il Cpr, Centro regionale di permanenza e rimpatrio per migranti, non è di competenza locale, ossia non dipendente da atti di giunta e consiglio comunale e quindi non può essere materia di referendum». Con queste parole, il sindaco Antonio Succu ha tolto le speranze alle richieste del gruppo di opposizione di indire la consultazione referendaria popolare, durante la riunione di consiglio comunale in seduta straordinaria.

La mozione è stata respinta con i soli voti della maggioranza e questo ha provocato naturalmente il malumore della minoranza in consiglio che, dopo una accesa discussione in aula, ha abbandonato per protesta la sala facendo mancare il numero legale all'assemblea che è stata aggiornata per discutere e deliberare gli altri otto punti previsti all'ordine del giorno.

La proposta per l'indizione del referendum era inserita al secondo punto e dopo aver esaminato e discusso della prossima edizione della Mostra regionale del libro che si tiene annualmente in città, il sindaco Succu ha presentato al Consiglio le modalità di funzionamento della struttura di detenzione amministrativa per i migranti che ha definito come strategica per l’intera Sardegna in quanto formidabile deterrente sugli sbarchi diretti nell'isola. Succu ha anche chiarito l’aspetto relativo alla sicurezza della popolazione, il Cpr è definito un carcere a tutti gli effetti, dalla struttura non si potrà uscire se non per gravi problemi di salute e sempre sotto scorta e sempre nel rispetto della dignità umana.

Sarà inoltre potenziata la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, sia all’interno che all’esterno della struttura, che garantiranno il servizio 24 ore su 24 e che sarà dotata di impianto di videosorveglianza. I migranti sprovvisti di protezione internazionale e diritto di asilo, soprattutto algerini, rimarranno nel Cpr per un periodo tra i 30 e 45 giorni, il tempo per espletare tutte le procedure per il rimpatrio per essere poi trasferiti sotto scorta nel punto di imbarco prescelto. Intanto continuano i lavori nell'ex struttura carceraria che dopo l'eliminazione dell'amianto è stata ormai definita cantierabile per l'incolumità dei lavoratori che dovranno realizzare gli interventi di ristrutturazione e ammodernamento. E'prevista inoltre la modifica di una parte dell'ex carcere che dovrà ospitare le forze dell'ordine in servizio mentre saranno rese fruibili le aree esterne ed interne riservate alle attività ludiche per i migranti. Prima dell'abbandono da parte dell'intero gruppo di opposizione dalla civica assemblea sono intervenuti tutti i cinque componenti che hanno manifestato il disappunto per la mancata possibilità, tramite il referendum consultivo, di dare la possibilità ai cittadini di intervenire su scelte importanti per la comunità gestite invece in modo personalistico dall'amministrazione comunale.

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