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Nuoro

Vendita dei beni comunali, l’apertura delle buste

di Francesco Pirisi
Vendita dei beni comunali, l’apertura delle buste

L’amministrazione Soddu mette all’asta per la quarta volta undici edifici storici. L’assessore al Bilancio Denti: «C’è un cauto ottimismo sull’esito della gara»

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NUORO. Undici edifici comunali da vendere al miglior offerente, con l’obiettivo prima di tutto di rivitalizzare le casse del municipio. L’amministrazione ci ha riprovato, per la quarta volta, con il bando pubblicato all’inizio di novembre. Trenta giorni per presentare le offerte all’ufficio del servizio patrimonio, il cui termine è scaduto ieri. Questa mattina i funzionari inizieranno ad aprire le buste ed esaminare le proposte di acquisto. Tra gli edifici in vendita la vecchia sede della Banca d’Italia in piazza Vittorio Emanuele (base d’asta 798mila euro), l’ex convento delle carmelitane scalze al Nuraghe (si parte da 3 milioni 645mila), i locali di piazza Italia nei quali ha avuto il quartier generale l’Ept, l’Ente provinciale per il turismo. Fuori città la casermetta di Marreri (72mila euro), un tempo presidio campestre dell’arma dei carabinieri. Rispetto ai precedenti appuntamenti con la vendita all’incanto, questa volta negli uffici dell’assessorato competente per il patrimonio si coglie un’attesa differente.

L’assessore Lina Denti: «C’è un cauto ottimismo sull’esito della gara. Sono infatti pervenute offerte e manifestazioni di interesse verso alcuni immobili in seguito ai sopralluoghi fatti con il supporto del nostro servizio». A differenza del passato, è stata inserita la possibilità di ridurre del 20 per cento il valore finanziario dell’offerta rispetto alla base dell’asta. Fatta eccezione per il locale commerciale collocato a fianco della scalinata del tribunale, in via Leonardo da Vinci. I potenziali acquirenti potranno essere persone fisiche o imprese, queste ultime sia individuali, sia costruite in forma societaria. Non senza alcune condizioni di partecipazione o successivamente di esclusione dalla selezione e dall’asta. Le persone fisiche devono avere il pieno godimento dei diritti civili, e non essere in stato di interdizione o inabilitazione legali. Per le imprese la domanda deve essere stata sottoscritta dal proprio titolare. Non prima che lo stesso abbia provveduto all’iscrizione dell’attività nel registro presente nelle Camere di commercio. Gli altri limiti o divieti a partecipare sono legati al fatto di non essere un’azienda (condotta in forma individuale o societaria che sia) su cui sia stata pronunciata una sentenza di fallimento, o il cui rappresentante legale abbia riportato condanne penali con la conseguente incapacità a contrattare con l’amministrazione pubblica. Tutti aspetti che da questa mattina passeranno nella stretta rete della commissione esaminatrice, il cui lavoro dovrebbe andare avanti per l’intera giornata. Con molta attesa sulle conclusioni da parte della giunta municipale.

Il piano di alienazione dei beni immobiliari non utilizzati è dentro i programmi dell’amministrazione Soddu e di quelle immediatamente precedenti. Legato a doppio filo alla situazione debitoria delle casse comunali. Le cui esposizioni sono stimate intorno ai 50 milioni di euro, 40 dei quali dovuti alla sola Cassa depositi e prestiti, a cui ci si è rivolti anche negli ultimi anni per fare fronte ai debiti maturati per via di espropri di aree non saldati. Tanto che le entrate delle vendite degli edifici figurano tra le poste in entrata del piano economico e finanziario.

L’assessore Lina Denti va tuttavia oltre il puro procedimento del pubblico incanto: «La nuova gara costituisce un’operazione molto importante, che l’amministrazione comunale ha deciso di intraprendere con l’obiettivo di perseguire una serie di azioni di buon governo. Perché prima di procedere al bando è stata fatta la ricognizione del patrimonio dell’ente. Altra cosa: il piano non contempla solo le alienazioni, ma anche le cosiddette valorizzazioni. Ovvero, uno sfruttamento ottimale anche dal punto di vista dei ritorni in termini di reddito degli edifici comunali. Un obiettivo dove sarà importante il partenariato con i privati, anche in quelle operazioni per restituire funzionalità e utilizzo ai diversi immobili».

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