bolotana
Protezione civile, tutti i nomi
di Federico Sedda
Si è costituita la struttura che coordinerà i servizi di soccorso
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BOLOTANA. Dopo il via libera del consiglio comunale al piano di protezione civile redatto in forma speditiva, cioè in forma rapida e di facile attivazione, la giunta del comune di Bolotana, presieduta dal sindaco Annalisa Motzo, ha completato il quadro operativo di questo strumento, necessario in caso di calamità o disastri naturali, con la costituzione del Coc, il centro operativo comunale che ha il compito di monitorare la situazione e coordinare i servizi di soccorso in caso di emergenza.
A fare parte di questo organismo, coordinato e presieduto dal sindaco, sono stati chiamati il responsabile dell'ufficio tecnico comunale, Giuseppe Sanna, il funzionario della polizia locale dell'Unione dei comuni del Marghine, Massimo Pudda, l'assistente sociale del Comune, Barbara Pais e il capo della compagnia barracellare, Giovanni Raimondo Are. Il centro operativo comunale, che avrà la sua sede nella sala giunta del municipio, sarà convocato dal sindaco in situazioni di emergenza. La struttura rimarrà, comunque, operativa anche in caso di non-emergenza per pianificare la prevenzione dei rischi e aggiornare i dati sul territorio.
L’approvazione del piano di protezione civile e la conseguente costituzione del Coc consentono al comune di Bolotana di mettersi in regola con la normativa vigente in tema di incendi ed emergenze naturali e con le recenti disposizioni emanate con un'ordinanza del responsabile della protezione civile della Sardegna, Graziano Nudda, che ricorda ai comuni inadempienti che «la mancata predisposizione dei piani di emergenza costituisce un inadempimento dell'articolo 15 della legge 225/92m e un potenziale pregiudizio per la pubblica incolumità nel caso dovesse verificarsi nei prossimi mesi un evento meteorologico intenso».
Un avvertimento importante visto che in Sardegna sono ancora molti i comuni che non si sono ancora dotati di un piano di emergenza comunale che viene chiamato dalla normativa piano di protezione civile. In particolare, il piano per le attività di protezione civile prevede interventi urgenti e operativi per fronteggiare il rischio neve, idraulico e idrogeologico e quello da incendio di interfaccia, cioè quegli incendi che arrivano a lambire gli abitati minacciando le case e l'incolumità delle persone.
Il piano, una volta adottato, così come dispone l'ordinanza della Protezione civile regionale, dovrà essere testato con una esercitazione in modo da verificarne le criticità e apportare gli eventuali correttivi. L'obiettivo è quello di evitare che i comuni si trovino impreparati in caso di calamità naturali o di eventi imprevisti, quali incendi estivi, frane, alluvioni e grandi nevicate.
A fare parte di questo organismo, coordinato e presieduto dal sindaco, sono stati chiamati il responsabile dell'ufficio tecnico comunale, Giuseppe Sanna, il funzionario della polizia locale dell'Unione dei comuni del Marghine, Massimo Pudda, l'assistente sociale del Comune, Barbara Pais e il capo della compagnia barracellare, Giovanni Raimondo Are. Il centro operativo comunale, che avrà la sua sede nella sala giunta del municipio, sarà convocato dal sindaco in situazioni di emergenza. La struttura rimarrà, comunque, operativa anche in caso di non-emergenza per pianificare la prevenzione dei rischi e aggiornare i dati sul territorio.
L’approvazione del piano di protezione civile e la conseguente costituzione del Coc consentono al comune di Bolotana di mettersi in regola con la normativa vigente in tema di incendi ed emergenze naturali e con le recenti disposizioni emanate con un'ordinanza del responsabile della protezione civile della Sardegna, Graziano Nudda, che ricorda ai comuni inadempienti che «la mancata predisposizione dei piani di emergenza costituisce un inadempimento dell'articolo 15 della legge 225/92m e un potenziale pregiudizio per la pubblica incolumità nel caso dovesse verificarsi nei prossimi mesi un evento meteorologico intenso».
Un avvertimento importante visto che in Sardegna sono ancora molti i comuni che non si sono ancora dotati di un piano di emergenza comunale che viene chiamato dalla normativa piano di protezione civile. In particolare, il piano per le attività di protezione civile prevede interventi urgenti e operativi per fronteggiare il rischio neve, idraulico e idrogeologico e quello da incendio di interfaccia, cioè quegli incendi che arrivano a lambire gli abitati minacciando le case e l'incolumità delle persone.
Il piano, una volta adottato, così come dispone l'ordinanza della Protezione civile regionale, dovrà essere testato con una esercitazione in modo da verificarne le criticità e apportare gli eventuali correttivi. L'obiettivo è quello di evitare che i comuni si trovino impreparati in caso di calamità naturali o di eventi imprevisti, quali incendi estivi, frane, alluvioni e grandi nevicate.
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