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Nuoro

Orune canta col Trentino in nome di Giovanni Farre

di Bernardo Asproni
Orune canta col Trentino in nome di Giovanni Farre

Gemellaggio culturale tra i cori Incantos e San Romedio di Romeno  Il maestro Delai: «Omaggio al corista bittese travolto nell’alluvione del 2013»

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ORUNE. Orune celebra in questi giorni lo scambio socio-culturale con la Valle di Non teso a dare fiato alle speranze di cambiamento per molto tempo richiesto da larghi strati della popolazione. Protagonisti dell’evento sono due cori. Da un lato il gradito ritorno in Barbagia del Coro San Romedio di Romeno (Trento) del maestro Luigi De Romedis, impegnato dal 1996 nella promozione socio-culturale in terra barbaricina. L’importante corale trentina, ha affiancato il Complesso armonico vocale Incantos de Orune, diretto dal maestro Sebastiano Delai, che ha di fatto raccolto l’eredita storico culturale del disciolto Coro Oches de s’Annossata attivo a Bitti per oltre 30 anni.

La significativa presenza allo scambio socio-culturale di importanti entità politiche trentine, della Comunità di Valle e dell’Imbrifero Montano, hanno trovato accoglienza nell’amministrazione comunale di Orune, con in testa il sindaco Pietro Deiana, che ha accolto e patrocinato l’iniziativa, consapevole dei risvolti culturali, ma non solo, che può portare alla popolazione.

«La conclusione dell’evento – ha sostenuto Delai – è speciale e vede gli amici trentini insieme ai coristi di Orune attorno all’altare della “Sistina di Barbagia”, la parrocchia dove il parroco Muledda celebrerà la messa conclusiva dedicata, con alto valore simbolico, a Giovanni Farre, il corista solista bittese travolto nell’alluvione del 2013 e scomparso. La dedica è unitaria da parte delle due delegazioni poiché il Coro San Romedio e i Comuni della Val di Non si prodigarono significativamente in nome di Giovanni e nel reperimento di fondi da destinare alla Barbagia in difficoltà, e a Bitti in particolare. Commovente rimarrà per sempre in ognuno di noi, il grande concerto realizzato nella Valle trentina subito dopo gli eventi del novembre 2013, nel quale, in un santuario gremito, echeggiò in apertura la voce di Giovanni Farre che con Oches de s’Annossata intonava un bel canto sardo durante la sua ultima apparizione trentina del 2010». A quella voce risposero i 2 grandi cori Valle dei Laghi e San Romedio gemellati con la Sardegna che «intonarono un sommesso Padre nostro trentino». Anche per questo, la messa di domenica concluderà uno scambio socio-culturale «ma rinnoverà anche la grande amicizia che lega da tempo il Trentino e la Valle di Non in particolare, con il nostro territorio» dice Delai. Appuntamento per la messa: domani, domenica 10 dicembre ore 10, chiesa parrocchiale.

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