La Nuova Sardegna

Nuoro

Morìa di pesci nel Tirso, Clivati a processo

Insieme ad altri dipendenti di Biopower Sardegna dovrà rispondere di inquinamento ambientale

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NUORO. Assolto dai capi di imputazione ritenuti più gravi, nel caso che si è concluso alcune settimane fa, delle cosiddette “pecore nere” di Ottana, l’imprenditore e patron di Ottana Energia, Paolo Clivati, ieri mattina è finito di nuovo a processo. Questa volta, insieme ad altri tre imputati e dipendenti della società che produce energia elettrica Biopower Sardegna, dovrà rispondere dell’accusa di inquinamento ambientale. I fatti contestati risalgono alla fine del luglio 2014. A far aprire l’inchiesta della Procura di Nuoro, era stata, in quei giorni di piena estate, la scoperta di alcune centinaia di carpe morte e finite sulle sponde del Tirso, nelle campagne tra Ottana e Sedilo.

Una morìa di pesci che aveva fatto drizzare le antenne del nucleo investigativo del corpo forestale e di vigilanza ambientale di Nuoro. L’indagine, aperta subito dopo, era culminata, alla fine, nel sequestro di un serbatoio adibito allo stoccaggio di una soluzione ureica. Gli uomini del corpo forestale, nella stessa operazione, avevano sequestrato anche un’area dove la stessa soluzione ureica era stata sversata. Secondo quanto avevano concluso gli investigatori, era stata proprio quella soluzione, utilizzata per raffreddare gli impianti della centrale elettrica di Ottana, ad aver inquinato il Tirso e ad aver provocato la morìa delle carpe.

Per quella vicenda, alle fine sono stati rinviati a giudizio, dunque, sia Clivati, sia il responsabile della gestione della centrale Biopower, Andrea Mameli, il responsabile della conduzione impianti, Andrea Onida, e la stessa società Biopower Sardegna. Ieri mattina, in tribunale a Nuoro, il processo è stato aperto ma l’udienza di ieri è servita solo, all’avvocato della società, Paolo Corti, per sollevare una questione processuale legata alla mancata nomina, nell’avviso di conclusione delle indagini, del difensore d’ufficio per la società Biopower. Senza quella indicazione, per il difensore è nullo non solo quell’atto ma anche tutti gli altri che lo hanno seguito. Il giudice monocratico, su questa eccezione, si pronuncerà alla prossima udienza fissata per il 29 gennaio. In quella data il processo potrebbe anche entrare nel vivo e si annuncia già una accesa battaglia da parte dei difensori che sarà condotta in gran parte attraverso consulenti ed esperti di inquinamento ambientale. Clivati e Mameli sono difesi dagli avvocati Marcello Mereu e Basilio Brodu. Onida è difeso dall’avvocato Laura Onida. Mentre la società Biopower Sardegna è rappresentata dall’avvocato Corti, di Bolzano. (v.g.)

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