«Non ha maltrattato né offeso la madre»: assolto un olianese
di Valeria Gianoglio
Prosciolto 40enne, a suo favore la deposizione dei fratelli A denunciarlo era stata la mamma. Il pm chiedeva 2 anni
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NUORO. A sporgere denuncia, il 6 settembre dello scorso anno, era stata la stessa madre, Tonina Lai. Quel giorno la donna si era presentata alla stazione dei carabinieri di Oliena e aveva presentato una querela nei confronti del figlio, Dario Piras. Ai militari, la donna aveva raccontato la storia di una convivenza familiare molto difficile. Una sequenza di gesti, minacce, offese, che secondo la donna il figlio aveva messo in atto nei suoi confronti, che la giustizia aveva poi tradotto nel reato di “maltrattamenti in famiglia”, e che al figlio Dario, alla fine, erano costati un rinvio a giudizio e un processo con il rito abbreviato. Ieri mattina, il processo si è concluso con una assoluzione: Dario Piras, così come aveva chiesto il suo avvocato, Antonello Cao, è stato assolto dal gup “perché il fatto non sussiste”. Per il giudice, dunque, i maltrattamenti dei quali è stato accusato non sono mai esistiti. Per il giudizio di primo grado, insomma, Piras non ha mai offeso, minacciato o maltrattato in alcun modo la madre.
La donna, dal canto suo, ai carabinieri aveva raccontato diversi episodi di maltrattamenti subiti. «Da diversi anni – aveva spiegato ai militari della stazione di Oliena – mio figlio Dario ha nei miei confronti un comportamento aggressivo, che si manifesta pronunciando parole offensive e oltraggiose. Fino a quando era vivo mio marito questa situazione era più gestibile e sopportabile, ma quando è venuto a mancare mio marito, l’atteggiamento di mio figlio, è diventato sempre più vessatorio. Mio figlio è arrivato anche al punto di fare minacce gravi ai suoi fratelli, dicendo di non venire più a casa in quanto la considera solo di sua proprietà».
Ma a scagionare in buona parte lo stesso Piras, in realtà, erano stati proprio i fratelli. Una sorella, in particolare, ai carabinieri aveva spiegato che sì, i litigi tra la mamma e il fratello, erano spesso accesi, ma aveva precisato anche che pure la madre sbagliava «a stuzzicare Dario, in quanto vuole che lui se ne vada da casa e si arrangi da solo dicendo che quella è casa sua. Quando Dario dà i soldi a mia madre, ogni 27 del mese, lei sta serena e tranquilla, andando addirittura d’accordo con il figlio. Poi, quando i soldi finiscono, riprendono a litigare».
Ciò che era emerso sia da quella, sia da altre deposizioni di testi, insomma, sembrava più da inquadrare in un contesto familiare difficile, ma non di maltrattamenti. Il pm, tuttavia, è stato di diverso parere: aveva sollecitato una condanna a 2 anni per Piras. Ma il gup ha deciso di accogliere la richiesta di assoluzione formulata dall’avvocato Antonello Cao e ha scagionato Piras da ogni accusa “perché il fatto non sussiste”.
La donna, dal canto suo, ai carabinieri aveva raccontato diversi episodi di maltrattamenti subiti. «Da diversi anni – aveva spiegato ai militari della stazione di Oliena – mio figlio Dario ha nei miei confronti un comportamento aggressivo, che si manifesta pronunciando parole offensive e oltraggiose. Fino a quando era vivo mio marito questa situazione era più gestibile e sopportabile, ma quando è venuto a mancare mio marito, l’atteggiamento di mio figlio, è diventato sempre più vessatorio. Mio figlio è arrivato anche al punto di fare minacce gravi ai suoi fratelli, dicendo di non venire più a casa in quanto la considera solo di sua proprietà».
Ma a scagionare in buona parte lo stesso Piras, in realtà, erano stati proprio i fratelli. Una sorella, in particolare, ai carabinieri aveva spiegato che sì, i litigi tra la mamma e il fratello, erano spesso accesi, ma aveva precisato anche che pure la madre sbagliava «a stuzzicare Dario, in quanto vuole che lui se ne vada da casa e si arrangi da solo dicendo che quella è casa sua. Quando Dario dà i soldi a mia madre, ogni 27 del mese, lei sta serena e tranquilla, andando addirittura d’accordo con il figlio. Poi, quando i soldi finiscono, riprendono a litigare».
Ciò che era emerso sia da quella, sia da altre deposizioni di testi, insomma, sembrava più da inquadrare in un contesto familiare difficile, ma non di maltrattamenti. Il pm, tuttavia, è stato di diverso parere: aveva sollecitato una condanna a 2 anni per Piras. Ma il gup ha deciso di accogliere la richiesta di assoluzione formulata dall’avvocato Antonello Cao e ha scagionato Piras da ogni accusa “perché il fatto non sussiste”.
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