La Nuova Sardegna

Nuoro

Docenti derisi su Facebook, sospesi quindici studenti

di Stefania Vatieri
Docenti derisi su Facebook, sospesi quindici studenti

Gli alunni di una prima media di Nuoro riprendevano i professori con lo smartphone e postavano tutto sui maggiori social network

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NUORO. Hanno filmato e fotografato i loro professori in classe mentre facevano lezione. Le immagini e i video sono poi finiti nel vortice virale dei social network e in numerose chat studentesche. Per questo motivo ben quindici alunni di 11 e 12 anni di una classe prima della scuola media “Grazia Deledda”, nel quartiere Biscollai, sono stati sospesi dal dirigente scolastico dell’istituto per due giorni senza l’obbligo di frequenza, dopo la denuncia di numerosi docenti. Che per il momento hanno scelto di non intraprendere azioni legali nei confronti dei giovani scolari, ma che non hanno per niente gradito lo “scherzo” messo a segno dal gruppo di giovani alunni che alle loro spalle li deridevano attraverso foto e filmati inviati sui social network. Nonostante il regolamento d’istituto parlasse chiaro – è infatti palesemente vietato utilizzare gli smartphone nelle classi – e in barba alla legge sulla privacy, succedeva che ogni giorno il gruppo di cineoperatori in erba trascorresse le mattinate riprendendo, registrando e fotografando i propri professori nel corso delle lezioni.

Il materiale prodotto, spesso modificato e ridicolizzato attraverso l’utilizzo dei meme (un’immagine declinata in maniera spiritosa) e accompagnato da commenti e frasi di scherno nei confronti dei docenti, veniva poi scambiato tramite WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea, e postato su Instagram e Facebook all’insaputa dei diretti interessati. Fino a quando alcuni genitori insospettiti dall’inconsueto traffico di messaggi nei telefoni dei propri figli si sono accorti della bravata del gruppo di studenti, e nell’immediato hanno segnalato il fatto agli insegnanti bersagliati. È scattata così la sospensione di massa, inflitta sia agli autori dei video e delle foto, ma anche a chi semplicemente si era limitato a esprimere un commento.

«La punizione è stata esemplare perché vogliamo che certi tipi di atteggiamenti muoiano sul nascere – ha commentato Nazario Porcu, preside della scuola –. Azioni del genere, considerate spesso delle semplice “bravate” possono essere l’anticamera del dilagante fenomeno del bullismo – sottolinea con fermezza il preside –. Vorrei sottolineare che i giovani in questione oltre ad aver infranto il regolamento dell’istituto, che vieta severamente l’uso dei telefoni in classe previa autorizzazione dei docenti – fatto di per se gravissimo, hanno anche commesso un reato punito penalmente, violando la privacy dei docenti».

Come riferisce lo stesso dirigente scolastico, la vicenda ha lasciato sgomento l’intero istituto «perché gli alunni in questione fanno parte di una classe ottima, e loro stessi hanno sempre ottenuto profitti alti» ha sottolineato Nazario Porcu.

Dopo la sospensione dei quindici allievi è scattata però la rivolta di alcuni genitori che hanno protestato animatamente contro la decisione presa dal collegio di classe e quindi dal dirigente scolastico, accusato di aver punito allo stesso modo alunni che in maniera diversa hanno partecipato allo spiacevole fatto, sostenendo inaccettabile una sospensione per il semplice fatto di aver commentato una foto.

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