I presidi tutti d’accordo: mai più telefonini in classe
di Stefania Vatieri
Le reazioni al caso degli insegnanti del “Deledda” filmati e derisi dagli studenti Dalle scuole medie alle superiori le strategie dei dirigenti contro il fenomeno
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NUORO. I presidi nuoresi bocciano l'uso dei cellulari in classe. Il provvedimento adottato dal dirigente scolastico della scuola media "Grazia Deledda", che qualche giorno fa ha sospeso ben 15 studenti di prima media che avevano utilizzato i propri telefoni per confezionare video e foto denigratori dei loro professori, ha acceso i riflettori sul dilagante problema dell'uso dei telefoni in classe. Perché se fino a qualche anno fa a nessun preside sarebbe mai venuto in mente di vietare l'uso dei dispositivi elettronici nelle scuole, oggi il provvedimento ricopre un'importanza fondamentale in tutti gli istituti scolastici. Dalle elementari alle medie, fino alle superiori, la regola tra i presidi nuoresi è vietare l'impiego dei telefonini, e più in generale di tutti i dispositivi, durante le lezioni.
«l motivo è molto semplice – spiega Maria Antonietta Corrias, dirigente del Comprensivo 2 di Nuoro – . Alle elementare e alle medie gli studenti sono ancora troppo immaturi per riuscire a gestire lo strumento senza compromettere la lezione e le relazioni con i compagni e i professori. Il gesto compiuto dagli alunni della scuola Deledda è molto grave soprattutto perché il fine ultimo era quello di deridere i professori, ma la sospensione a mio avviso deve essere l'estrema ratio da adottare solo se lo studente avvisato e istruito è recidivo. Noi vietiamo rigorosamente l'utilizzo e, da quando per motivi legati alla didattica se ne richiede l'uso, ci siamo muniti di trenta tablet tutti connessi a internet che gli studenti possono tranquillamente utilizzare. Gli alunni sano bene che i cellulari devono essere spenti e depositati sopra la cattedra all'interno di una scatola».
La pensa così anche la preside dell'istituto Comprensivo 1 Rosa Sanna, che ha inserito nel regolamento scolastico il divieto di utilizzo dei telefoni in classe sia per gli studenti sia per i professori e l'obbligo di depositare gli apparecchi sulla cattedra prima dell'inizio delle lezioni. «Secondo le statistiche – dice – nei primi tre anni delle elementari quasi nessun bambino ha il cellulare, dalla quarta ben il 50 per cento ne possiede uno. In quinta addirittura l'80 per cento e alle medie praticamente tutti i ragazzi “viaggiano” con lo smartphone». Per cui, nonostante sia proibito tenerlo acceso a scuola, la guerra ai telefonini, visti i numeri, è sempre aperta.
E se nelle scuole di primo grado, elementari e medie, la tolleranza è pari a zero, il discorso cambia tra i banchi delle scuole superiori cittadine, dove nonostante sia in vigore il divieto assoluto di utilizzo dei cellulari, l'ultima parola spetta ai professori che possono decidere o meno di far usare i dispositivi durante le lezioni. «In linea di massima ai ragazzi non è consentito l'uso degli smartphone, ma può capitare che alcuni docenti decidano di sopperire alla mancanza di computer o tablet nelle aule con l'aiuto degli smartphone dei ragazzi utilizzati però a scopi didattici – garantisce Francesca Mereu, preside dell'Istituto tecnico commerciale "Chironi" –. Personalmente consiglio ai docenti di ritirare i telefonini perché poi a risponderne sono loro».
Anche al liceo classico "Giorgio Asproni" l'uso dei telefoni è sostanzialmente vietato, ma la politica adottata sull'uso o meno dei telefonini segue due strade distinte: «I cellulari sono un potente strumento di distrazione di massa – commenta ironico Antonio Fadda, dirigente del liceo Classico "Asproni"–. Nella mia scuola vige il divieto, ma può capitare che qualche professore faccia fare le ricerche sui telefonini agli studenti, anche se questo da noi non è la regola perché utilizziamo di norma la Lim, la lavagna interattiva. Credo che i telefoni siano una tentazione troppo forte per gli studenti. che in molti casi prima o poi rischiano di farne un uso improprio».
«l motivo è molto semplice – spiega Maria Antonietta Corrias, dirigente del Comprensivo 2 di Nuoro – . Alle elementare e alle medie gli studenti sono ancora troppo immaturi per riuscire a gestire lo strumento senza compromettere la lezione e le relazioni con i compagni e i professori. Il gesto compiuto dagli alunni della scuola Deledda è molto grave soprattutto perché il fine ultimo era quello di deridere i professori, ma la sospensione a mio avviso deve essere l'estrema ratio da adottare solo se lo studente avvisato e istruito è recidivo. Noi vietiamo rigorosamente l'utilizzo e, da quando per motivi legati alla didattica se ne richiede l'uso, ci siamo muniti di trenta tablet tutti connessi a internet che gli studenti possono tranquillamente utilizzare. Gli alunni sano bene che i cellulari devono essere spenti e depositati sopra la cattedra all'interno di una scatola».
La pensa così anche la preside dell'istituto Comprensivo 1 Rosa Sanna, che ha inserito nel regolamento scolastico il divieto di utilizzo dei telefoni in classe sia per gli studenti sia per i professori e l'obbligo di depositare gli apparecchi sulla cattedra prima dell'inizio delle lezioni. «Secondo le statistiche – dice – nei primi tre anni delle elementari quasi nessun bambino ha il cellulare, dalla quarta ben il 50 per cento ne possiede uno. In quinta addirittura l'80 per cento e alle medie praticamente tutti i ragazzi “viaggiano” con lo smartphone». Per cui, nonostante sia proibito tenerlo acceso a scuola, la guerra ai telefonini, visti i numeri, è sempre aperta.
E se nelle scuole di primo grado, elementari e medie, la tolleranza è pari a zero, il discorso cambia tra i banchi delle scuole superiori cittadine, dove nonostante sia in vigore il divieto assoluto di utilizzo dei cellulari, l'ultima parola spetta ai professori che possono decidere o meno di far usare i dispositivi durante le lezioni. «In linea di massima ai ragazzi non è consentito l'uso degli smartphone, ma può capitare che alcuni docenti decidano di sopperire alla mancanza di computer o tablet nelle aule con l'aiuto degli smartphone dei ragazzi utilizzati però a scopi didattici – garantisce Francesca Mereu, preside dell'Istituto tecnico commerciale "Chironi" –. Personalmente consiglio ai docenti di ritirare i telefonini perché poi a risponderne sono loro».
Anche al liceo classico "Giorgio Asproni" l'uso dei telefoni è sostanzialmente vietato, ma la politica adottata sull'uso o meno dei telefonini segue due strade distinte: «I cellulari sono un potente strumento di distrazione di massa – commenta ironico Antonio Fadda, dirigente del liceo Classico "Asproni"–. Nella mia scuola vige il divieto, ma può capitare che qualche professore faccia fare le ricerche sui telefonini agli studenti, anche se questo da noi non è la regola perché utilizziamo di norma la Lim, la lavagna interattiva. Credo che i telefoni siano una tentazione troppo forte per gli studenti. che in molti casi prima o poi rischiano di farne un uso improprio».
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