Dorgali, indagata per turbativa d’asta la sindaca Fancello
di Kety Sanna
L’annuncio rivolto ai cittadini sulla sua pagina Facebook: ve lo dovevo per la trasparenza che contraddistingue il M5S
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DORGALI. «Volevo informare i cittadini di Dorgali che mi è stata notificata una richiesta di proroga delle indagini da parte della procura di Nuoro». Ad annunciarlo sul suo profilo Facebook è la sindaca di Dorgali, Maria Itria Fancello. «A quanto pare, insieme a mio marito, ex dipendente della cooperativa Ghivine, e all’assessore Corrias sono indagata per turbativa d’asta». Ma non sarebbe ancora del tutto chiaro il contenuto dell’indagine. «Per quanto sono riuscita a ricostruire – scrive la prima cittadina dorgalese – non ho ricevuto avvisi di garanzia, né ero a conoscenza dell’attività - si tratterebbe della gara di aggiudicazione della gestione dei siti archeologici. Un bando che – fa sapere – è stato pubblicato il giorno successivo all’insediamento del nuovo consiglio comunale. Per cui né io, né altri componenti della Giunta abbiamo avuto nulla a che fare con la gara, assegnata da un’apposita commissione. Ho fiducia nella giustizia – conclude Fancello – e mi sento confortata dal fatto di aver sempre agito per il bene dei cittadini. Ve lo dovevo per quella trasparenza che contraddistingue il MoVimento 5 Stelle. Vi terrò aggiornati». Raggiunta telefonicamente Maria Itria Fancello, che ancora non aveva nominato un legale di fiducia, ha ribadito di non riuscire a capire di cosa si possa trattare, proprio per via del fatto che quel bando è stato pubblicato all’indomani del loro insediamento. «Un atto di gestione degli uffici che non so cosa possa avere a che fare con il nostro operato, visto che avevamo assunto l’incarico il giorno prima». Insieme al sindaco sono finiti sotto inchiesta il marito Alberto Nani e l’assessore comunale all’Ambiente e Protezione civile, Fabrizio Corrias. Un iter travagliato quello della gestione dei siti archeologici di Dorgali fatto di un susseguirsi di contratti che, una volta scaduti, venivano prorogati. Nel marzo 2016 si era passati a una gestione temporanea dei siti e del museo archeologico comunale dopo che si era dato atto a una sentenza del Tar che aveva definito illegittima la reiterata proroga nei confronti del medesimo soggetto, ritenendo di dover dare indirizzi precisi al competente Ufficio turismo, al fine di assicurare il regolare svolgimento del servizio fino alla definizione della nuova procedura di gara. La giunta comunale quindi, dopo che nessuna impresa era stata ammessa alla gara per inammissibilità dell'offerta tecnica presentata, aveva incaricato la Pro loco della gestione dei siti archeologici e del museo che fino a poco prima era stata gestita da una società. Gestione che scadeva il 30 giugno di un anno fa. Così, dopo una prima gara andata deserta a febbraio 2016 (con la giunta Carta) si era arrivati (con la giunta Fancello) all’aggiudicazione dell’appalto, il 17 giugno da parte della coop Chighine.
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