La normativa che regolamenta il settore
In Sardegna, anche in presenza di una severa normativa in materia di eradicazione della peste suina africana, è consentito allevare i maiali utilizzando il pascolo naturale, a condizione che questo...
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In Sardegna, anche in presenza di una severa normativa in materia di eradicazione della peste suina africana, è consentito allevare i maiali utilizzando il pascolo naturale, a condizione che questo avvenga in appezzamenti, anche molto ampi (sino a 10 ettari nelle zone rosse di massimo rischio e sino a 40 ettari nelle zone bianche a minor rischio), ben recintati, per impedire il contatto, anche occasionale, con i cinghiali ed evitare la possibile diffusione della Psa. Quello che non è mai consentito è l’allevamento, illegale, di animali abbandonati a se stessi, esposti al contagio del virus della peste e di altre pericolose parassitosi (trichinella su tutte), da parte di soggetti che si trincerano dietro l’anonimato. Il comparto suinicolo e la filiera delle carni suine possono svilupparsi solo grazie agli allevatori regolari che, con quotidiana fatica, provvedono ai bisogni dei loro animali, adempiono agli obblighi di registrazione, provvedono ai controlli sanitari e possono attestare la salubrità delle carni che provengono dai loro allevamenti.
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