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Nuoro

Sos per i vigneti: servono risorse

di Claudia Carta
Sos per i vigneti: servono risorse

Jerzu, i viticoltori chiedono il rispetto degli impegni della Regione: aiuti contro la siccità e investimenti

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JERZU. A quasi un mese dall’incontro in via Pessagno, a Cagliari, quartier generale dell’Assessorato regionale all’agricoltura, produttori e aziende del comparto vitivinicolo ogliastrino sono ancora in attesa di una risposta concreta. Sì, perché, di fronte ai risultati di un’annata definita da più parti disastrosa, fuor di eufemismo, i viticultori l’acqua non l’hanno proprio vista, figuriamoci i soldi.

Al cospetto di Pier Luigi Caria, esponente della giunta Pigliaru con delega all’agricoltura, e del presidente della commissione bilancio, l’ogliastrino Franco Sabatini, c’era il mondo dei consorzi del vino, nella persona dei loro presidenti e rappresentanti: il consorzio Cannonau, Alghero Doc, Vermentino di Gallura, Cagliari e Vini di Sardegna.

Sul tavolo tutti i problemi che attanagliano un comparto che ha dimostrato a più riprese attivismo e dinamicità: dalla siccità eccezionale e deleteria, ai nuovi investimenti economici, dalla possibilità di incidere attivamente sulle scelte e modalità di spendita dei fondi europei, alle nuove azioni da inserire nel programma di sviluppo. Insomma, serve un supporto, anche economico, per non mandare in fumo il lavoro di anni. E se in Regione fanno sapere che l’attenzione è massima, che ci sono già 20 milioni per venire incontro ai settori agricoli in difficoltà, più altri 25 in prospettiva con l’auspicio di assegnare una parte dei fondi spettanti al settore viticolo direttamente alle cantine in conto esercizio, oggi, si è ancora in attesa di un ulteriore incontro dove approfondire questioni delicate – in gioco la credibilità di un intero comparto e la sopravvivenza stessa delle aziende – e mettere nero su bianco scelte e strategie concrete. «Non c’è più tempo» ha dichiarato il presidente del consorzio Cannonau, lo jerzese Marcello Usala. «Che l’intero settore sia in ginocchio è sotto gli occhi di tutti; in alcuni casi si è toccato un meno 60 per cento di produzione. Aziende e produttori presentano notevoli difficoltà: in condizioni simili, è impensabile proseguire sulla via dell’innovazione e dello studio, né si possono porre in essere tutta una serie di contratti, processi e progetti». Nessuna via preferenziale, fanno sapere dal mondo vitivinicolo, ogliastrino e non. Si chiede solo ciò che è giusto e che è stato promesso nell’incontro cagliaritano. «Alla stregua degli altri comparti e territori – non solo a livello regionale, ma anche nazionale – non si intravede un’azione sinergica, un intervento mirato e concreto per questo settore. È ora che la Regione metta in campo risorse vere. Siamo in attesa di una risposta e di una data» conclude il presidente Usala che è a capo anche della Cantina di Jeerzu. Un grido di denuncia e di allarme, quello che si alza dalle cooperative di settore: 33mila aziende sarde, 3000 quelle del consorzio Cannonau che ha il suo feudo tra l’Ogliastra e il nuorese. Il grido di una terra che ha sete. Non solo di acqua.

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