La direttrice del Serd: fenomeno in crescita
«Sempre più numerosi i casi di doppia diagnosi: uso di stupefacenti e disturbo psichiatrico»
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NUORO. Il direttore del Serd (Servizio per le dipendenze) di Nuoro, Rosalba Cicalò al lavoro in città da quattro anni, ha potuto vedere l’evoluzione di un fenomeno che, ultimamente è andato aumentando.
«Sono sempre di più le famiglie di giovani che si rivolgono a noi per chiedere un aiuto – dice la specialista –. L’aspetto più grave è che tutto sembra essere anticipato: i ragazzi iniziano a dipendere da alcol e droga da prestissimo. Inoltre, dovrebbe far pensare – aggiunge la responsabile del Serd barbaricino – il fatto che molti inizino a fumare tabacco dai primi anni delle scuole medie, o rientrino a casa sbronzi da qualche festa. Invece questo sembra un fenomeno nascosto, forse culturalmente più tollerato rispetto all’uso della cannabis».
I genitori, infatti, tenderebbero ad allarmarsi molto di più se sorprendono i figli a “farsi una canna”.
«Certo è che – prosegue Cicalò – la marjuana non è innocua, come molti pensano, è molto diversa rispetto al passato e la sua pericolosità è legata al principio attivo, causa, spesso, di sviluppo di diverse patologie».
«Negli ultimi anni – continua Rosalba Cicalò –, sia in città che in tutto il territorio provinciale, abbiamo visto crescere i casi della cosiddetta “doppia diagnosi”, ossia la coesistenza nello stesso individuo di un disturbo dovuto dall’uso di sostanze stupefacenti, capaci di alterare l’attività mentale e, di un altro disturbo psichiatrico».
Il direttore del Servizio per le dipendenza dell’Assl nuorese parla poi dell’attività di informazione e prevenzione sempre più capillare soprattutto nelle scuole. Un servizio sempre attivo con la speranza che i giovani si rendano conto della gravità dei danni causati dall’uso di droghe. «Ma la famigli – conclude Cicalò – ha un ruolo fondamentale. Bisogna essere sempre più presenti e, soprattutto, evitare di delegare in tutto e per tutto la scuola». (k.s.)
«Sono sempre di più le famiglie di giovani che si rivolgono a noi per chiedere un aiuto – dice la specialista –. L’aspetto più grave è che tutto sembra essere anticipato: i ragazzi iniziano a dipendere da alcol e droga da prestissimo. Inoltre, dovrebbe far pensare – aggiunge la responsabile del Serd barbaricino – il fatto che molti inizino a fumare tabacco dai primi anni delle scuole medie, o rientrino a casa sbronzi da qualche festa. Invece questo sembra un fenomeno nascosto, forse culturalmente più tollerato rispetto all’uso della cannabis».
I genitori, infatti, tenderebbero ad allarmarsi molto di più se sorprendono i figli a “farsi una canna”.
«Certo è che – prosegue Cicalò – la marjuana non è innocua, come molti pensano, è molto diversa rispetto al passato e la sua pericolosità è legata al principio attivo, causa, spesso, di sviluppo di diverse patologie».
«Negli ultimi anni – continua Rosalba Cicalò –, sia in città che in tutto il territorio provinciale, abbiamo visto crescere i casi della cosiddetta “doppia diagnosi”, ossia la coesistenza nello stesso individuo di un disturbo dovuto dall’uso di sostanze stupefacenti, capaci di alterare l’attività mentale e, di un altro disturbo psichiatrico».
Il direttore del Servizio per le dipendenza dell’Assl nuorese parla poi dell’attività di informazione e prevenzione sempre più capillare soprattutto nelle scuole. Un servizio sempre attivo con la speranza che i giovani si rendano conto della gravità dei danni causati dall’uso di droghe. «Ma la famigli – conclude Cicalò – ha un ruolo fondamentale. Bisogna essere sempre più presenti e, soprattutto, evitare di delegare in tutto e per tutto la scuola». (k.s.)
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