La Nuova Sardegna

Nuoro

«Conti comunali a posto? Io vedo solo nuovi debiti»

di Paolo Merlini
«Conti comunali a posto? Io vedo solo nuovi debiti»

Daga, ex assessore della giunta Bianchi, interviene sull’assestamento oggi al voto Spunta il giallo sulle dimissioni di Denti: ha votato contro la delibera di giunta

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NUORO. L’assessore al bilancio Lina Denti si è dimessa il 13 dicembre scorso, ufficialmente perché l’incarico assunto in qualità di tecnico nel 2015 l’ha portata a trascurare la professione di commercialista. Ma è andata davvero così, o dietro il suo abbandono in un momento molto critico per le finanze comunali ci sono dissapori con il sindaco Soddu e la sua giunta? Balza agli occhi l’argomento di cui si occuperà questa mattina il consiglio, una variazione al bilancio comunale di quasi quattro milioni di euro, sulla base di una delibera della giunta Soddu del 29 novembre scorso. Il problema è che la delibera l’hanno votata tutti gli assessori comunali (alla riunione erano assenti solo Seddone e Boi), ma non Lina Denti, che anzi avrebbe espresso la sua netta contrarietà. Il motivo? L’ex assessore avrebbe voluto “spalmare” il debito in tre anni, cioè entro il termine del mandato amministrativo, ma il sindaco, supportato dal segretario generale Puledda, ha ritenuto che ne fossero necessari almeno quattro. Di più non è dato sapere: Denti non risponde alle chiamate dei cronisti, e tace anche il sindaco Soddu che si riserva di parlarne oggi in consiglio, dove le opposizioni hanno già annunciato che daranno battaglia proprio su questo punto.

Quattro anni anziché tre per ripianare un debito: una sottigliezza amministrativa o qualcosa di più? «Probabilmente non è una scelta sbagliata, anche se ricadrà sull’amministrazione che verrà dopo l’attuale», dice Tore Daga, assessore al bilancio nella giunta di centrosinistra guidata da Sandro Bianchi, rimasta in carica sino all’elezione di Soddu. «Il fatto è che c’è stata molta presunzione nell’affermare che questa amministrazione avrebbe risolto i problemi finanziari del Comune», dice Daga, che ha lasciato la vita politica ma in questi due anni e mezzo non ha mancato di sottolineare polemicamente molte affermazioni del suo successore, appunto Lina Denti.

In un’intervista alla Nuova l’assessore Denti ha detto che le precedenti giunte utilizzavano acrobazie contabili, chiamiamole così, per far quadrare i conti.

«Noi abbiamo chiuso sempre con gli avanzi di amministrazione. Dico solo che se è vero ciò che afferma si rivolga alla magistratura contabile o a chi ritiene opportuno. Altrimenti sono accuse fini a se stesse. Non ho problemi a confrontarmi anche pubblicamente su questi temi».

Cos’è successo, può spiegare il senso della manovra che si voterà stamane?

«C’è stato un disavanzo di tre milioni 755mila euro dovuto soprattutto ad accantonamenti, lo strumento che serve per tutelare i bilanci e preservarli da eventuali crediti che non sono più esigibili. Loro fanno fronte al fondo valutazione crediti per 3 milioni 400mila che sono relativi a probabili inadempienze dei debitori del Comune».

Può essere più chiaro per chi non è addentro ai meccanismi della finanza pubblica?

«Con il decreto legislativo 118 il legislatore ha detto: cari comuni, ripulite i vostri bilanci. Liberateli dei residui attivi, che in larga parte sono crediti non più esigibili, e di quelli passivi».

Può fare un esempio?

«Una multa, per esempio. Ma anche il milione di euro del famoso caso Bellodi che squassò le casse comunali negli anni 80. C’è una sentenza passata in giudicato che obbliga i responsabili al risarcimento, ma è inapplicata. Durante il nostro mandato, il legislatore ci imponeva di inserire quel credito nei residui attivi e di metterlo in bilancio anche se non era liquido ed esigibile».

Poi cos’è accaduto?

«Con il decreto 118 è cambiato tutto. Abbiamo cominciato a ripulire i bilanci come ci chiedevano le nuove norme. Denti ha continuato. Forse troppo a mio avviso. La domanda che bisogna porsi è se era necessario farlo così a fondo: ho la sensazione che si sia buttato via il bambino insieme con l’acqua sporca. Anche perché si stanno accantonando 550mila euro per i prossimi trent’anni, sino al 2045. In soldoni, hanno imbrigliato la capacità programmatoria di questa città».

Ogni amministrazione scarica le responsabilità su chi l’ha preceduta, in questo caso sull’enorme debito del Comune.

«I problemi di questa città sino si sono stratificati nel tempo. In due anni e mezzo, anche con la bacchetta magica, non puoi risolvere un problema di bilancio consolidato in trent’anni di amministrazioni. È impossibile. Il problema è che la giunta, Denti in particolare, hanno parlato di risanamento. Per onestà dico che in questa situazione ci saremmo potuti trovare anche noi, ma non avrei raccontato bugie alla città, facendo il salvatore della patria. Ripeto, non addosso alla giunta Soddu alcuna colpa: si trova ad amministrare una città che ha grandi difficoltà che ha ereditato come le ereditammo noi e così le giunte prima».

Insomma torniamo al solito problema dei debiti fuori bilancio per gli espropri. Dovremo portarceli dietro all’infinito?

«Un debito fuori bilancio va contestualizzato. Io sono cresciuto nelle case popolari in viale Costituzione. Per costruirle, iI Comune aveva espropriato un terreno privato. Poi le norme sono cambiate e nell’82 l’ente è stato condannato a pagare gli ex proprietari, in questo come in tanti altri casi. Ma quel debito è frutto di una scelta politica e sociale ben precisa che va contestualizzata, senza inutili cacce alle streghe».

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