La Nuova Sardegna

Nuoro

Guide turistiche, il pressing di Posada e Bitti

di Sergio Secci

La richiesta dei sindaci alla Regione: «Dia la possibilità a tutti di ottenere la qualifica»

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POSADA. Il consiglio regionale ha approvato l’emendamento alla finanziaria (primi firmatari gli onorevoli Luigi Lotto e Piero Comandini del Pd) che sospende sino al 31 gennaio il blocco alle abilitazioni delle guide turistiche isolane. Una notizia accolta con favore dai circa trecento corsisti sardi che stanno frequentando le lezioni per ottenere il brevetto e permettere l’iscrizione all’albo regionale, requisito indispensabile per poter operare ai termini di legge in un settore in crescita.

La moratoria ha però valore solo per una parte dei corsisti, ne risulterebbero infatti esclusi i venticinque giovani che a Posada il 13 novembre, seguono le lezioni del centro di formazione professionale Sardegna. Per poter ottenere la qualifica e la successiva iscrizione, servono però tre mesi di corso e gli studenti di Posada, li concluderanno solo il 13 febbraio, ben oltre la data quindi inserita dall’emendamento dei due consiglieri regionali. Che si tratti di una beffa che rischia di vanificare tre mesi d’impegni, oltre ai corsisti lo dicono i sindaci di Bitti Giuseppe Ciccolini e quello di Posada Roberto Tola. «Sono sicuro che assieme alla Regione troveremo la maniera di risolvere questa situazione – dice Ciccolini – La figura delle guide turistiche è importantissima per dare gambe al parco. Subito dopo l’approvazione della finanziaria assieme agli altri sindaci chiederemo un incontro in Regione per vedere quale possa essere la strada da intraprendere per risolvere quest’increscioso problema che penalizza i nostri giovani».

Se non ci saranno ulteriori deroghe infatti, la Regione non riconoscerà più nessuna guida. «Non appena siamo venuti a conoscenza del problema ci siamo subito attivati per cercare di far modificare l’emendamento che prevede il blocco dal 1° febbraio – dice Roberto Tola – Sarebbe una beffa per i 25 ragazzi del corso. Il nostro territorio sta scommettendo tutto sullo sviluppo del turismo sostenibile – continua –pertanto occorre la figura della guida perché i visitatori siano messi nelle condizioni di conoscere le nostre ricchezze. Con l’entrata in vigore di questa norma, si rischia che i corsisti, non possano sfruttare l’opportunità di crearsi un attività lavorativa. Siamo però fiduciosi che i consiglieri regionali del territorio, ascolteranno le nostre ragioni e pongano fine a questa ingiustizia». In Sardegna sino al mese scorso, sono iscritte al registro regionale ben 2.733 guide oltre mille in più rispetto a 5 anni fa. Pesanti anche le sanzioni per chi esercita abusivamente la professione, possono arrivare multe da 520 a 3200 euro.

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