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la riconversione energetica 

L’unica salvezza nel metano, ma arriverà troppo tardi

OTTANA. L’unico appiglio per evitare la chiusura o, quanto meno, per dare una qualche speranza di riavvio degli impianti alimentati a olio combustibile Btz, sarebbe stata la riconversione della...

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OTTANA. L’unico appiglio per evitare la chiusura o, quanto meno, per dare una qualche speranza di riavvio degli impianti alimentati a olio combustibile Btz, sarebbe stata la riconversione della centrale a metano. Un percorso, questo, che ha fatto i conti con i ritardi nell’avvio del progetto di metanizzazione dell’isola che dovrebbe concludersi nel 2023. Troppo tardi per alimentare speranze di ripresa. Così per i lavoratori di Ottana Energia l’unica prospettiva è il licenziamento. Il tutto nell’abulìa di promesse mancate e di parole abortite della politica. Tutti gli impegni via via assunti a diversi livelli sono stati tutti sostanzialmente disattesi, impedendo così al sito di Ottana di risolvere le diseconomie che storicamente hanno portato alla chiusura di tutte le aziende presenti. Un epitaffio, quello che sarà scritto domani, che sancisce la storia di un fallimento industriale e l’abbandono di un territorio che rischia il tracollo non solo economico, ma soprattutto sociale. Una sconfitta che segna anche l’insipienza di chi avrebbe dovuto evitarla. (f.s.)

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