La profilassi funziona: nessun nuovo caso
Dopo il ricovero di un disabile e della sua badante la Assl di Nuoro ha attivato il protocollo sanitario
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NUORO. Allarme cessato a Nuoro dopo il ricovero nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Francesco di un disabile nuorese e della sua badante, colpiti da una forma batterica di meningite potenzialmente aggressiva. L'uomo, un cinquantenne nuorese affetto da una disabilità grave, era giunto al pronto soccorso dell'ospedale la mattina di capodanno con febbre alta e vomito. Dopo i primi accertamenti e le analisi effettuate è stata confermata la diagnosi di meningite batterica da meningococco di tipo B, la variante più aggressiva e pericolosa della malattia, tanto da condurre in alcuni casi alla morte. Una prognosi condivisa a distanza di qualche ora anche dalla badante del disabile nuorese, una donna di 43 anni proveniente dalla Romania, colpita dallo stesso batterio e ricoverata nell'ospedale nuorese. Dopo le cure dei medici del San Francesco stanno meglio. Anche la profilassi ha funzionato e non si sono registrati nuovi casi. L'Assl ha attivato nell'immediato il protocollo prevista in questi casi, che ha coinvolto circa trenta persone venute a contatto con i due, mentre per i familiari è scattata la sorveglianza sanitaria. Sempre validi i consigli degli esperti. La principale causa di contagio del reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Francesco sono i portatori sani che non presentano sintomo. Il batterio è presente nel naso e nella gola e i portatori sani possono trasmetterlo con estrema facilità negli ambienti chiusi e affollati dove il ricambio d’aria non è frequente. A rischio sarebbero soprattutto le persone che passano molte ore in ambienti comuni, come gli uffici e le scuole. «Ecco perché cambiare spesso l’aria, così come lavarsi frequentemente le mani, è importante per impedire il contagio»spiega Mario Usala, direttore del servizio di Igiene e salute pubblica di Nuoro che ricorda la necessità del vaccino, soprattutto per i bambini e gli adolescenti, più colpiti dal ceppo B. Un altro importante punto del vademecum stilato dall’igienista riguarda i sintomi. «Quando parliamo di meningite i sintomi classici sono febbre alta, rigidità nucale, collo rigido e in certi casi può presentarsi una lieve confusione mentale. Fondamentale – osserva Usala – è riconoscerli e non sottovalutarli perché sono il campanello d’allarme che deve spingerci a chiedere aiuto immediatamente. Un’ora di attesa può essere fatale». (s.v.)
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