Meningite, un caso sospetto in Ogliastra
Un ventenne di Tortolì è stato ricoverato all’ospedale di Lanusei: si trova in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione
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LANUSEI. Lo spettro della meningite è arrivato in Ogliastra. Dopo i due casi riscontrati a Nuoro, ieri mattina un giovane di Tortolì è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Lanusei ed è stato poi ricoverato nel reparto di Anestesia e rianimazione del Nostra signora della Mercede con sintomi riferibili alla patologia che attacca le meningi. I medici hanno sottoposto il ventenne, arrivato febbricitante e in uno stato di profondo malessere, ad una lunga serie di accertamenti diagnostici per risalire all’eventuale ceppo batterico. Ora viene tenuto sotto stretta osservazione dall’equipe medica. «Il paziente è sotto terapia e continuo monitoraggio e, al momento – fanno sapere dalla direzione sanitaria del presidio ospedaliero ogliastrino – la prognosi è riservata». Subito dopo l’arrivo del giovane in ospedale il servizio di Igiene pubblica della Assl di Lanusei ha attivato i protocolli sanitari previsti in questi casi. A partire dall'individuazione delle persone che nei dieci giorni precedenti alla manifestazione della sintomatologia hanno avuto contatti stretti con il ragazzo.
E senza perdere tempo hanno attivato anche le misure di profilassi contro l’infezione. Nonostante il tempestivo intervento dei medici – il ragazzo pare stesse male da qualche ora – la voce di un possibile caso di meningite si è sparso a macchia d’olio nella cittadina. E ieri mattina, giornata festiva, la sede della guardia medica di Tortolì, è stata presa d’assalto da chi, preoccupato per una malattia che se non curata tempestivamente può portare a esiti invalidanti e addirittura alla morte, ha voluto essere visitato da un dottore. Un altro fronte è quello delle indagini mediche in grado di stabilire se via sia un qualche nesso tra i casi diagnosticati recentemente nell’isola e il nuovo sospetto di meningite in Ogliastra. A questo riguardo arrivano le precisazioni dell'Ats che sta affrontando gli aspetti sanitari legati al manifestarsi della malattia. «Si sta procedendo – spiegano a questo riguardo i vertici aziendali – a una verifica finalizzata a escludere correlazioni tra questo caso e quelli accertati di meningite di tipo B segnalati a Nuoro (2 casi) e Cagliari (1 caso) a cavallo tra il 2017 e il 2018, seppure si tratti di una eventualità remota». Il messaggio vuole essere rassicurante. I vertici dell’azienda unica ricordano, infatti, che «i dati dell'Istituto superiore di sanità evidenziano un andamento omogeneo della curva epidemiologica della meningite in Sardegna dal 2011 al 2017 e che i casi si concentrano prevalentemente nei mesi invernali». Nessun allarmismo quindi, ma la giusta dose di preoccupazione che induce a tenere alta la guardia e a raccomandare la vaccinazione contro il diffondersi dell’infezione. Questo, infatti, è quanto raccomandano i medici che, d’altra parte, escludono categoricamente la possibilità che possa trattarsi di un’epidemia. Il professor Sergio Babudieri, a capo dell’unità operativa di Malattie infettive dell'azienda ospedaliero universitaria di Sassari, è chiaro. «Al momento – sottolinea l’esperto – si tratta soltanto di casi sporadici». Il caso della studentessa di Cagliari si e gli altri all'ospedale San Francesco di Nuoro rientrano, ancora, nella norma. Nel capoluogo barbaricino ad essere ricoverati d'urgenza nel giro di 24 ore nel reparto Malattie infettive, un disabile di 50 anni e la sua badante originaria rumena di 43 anni. Il primo paziente arrivato all’ospedale nuorese il giorno di Capodanno è stato l'uomo, un disabile che frequenta una comunità diurna. Il giorno dopo la stessa diagnosi è toccato alla badante. Bisognerà, invece attendere gli esiti degli esami sul giovane tortoliese per sapere se si è trattato del quarto caso di meningite nel territorio isolano. (g.f.)
E senza perdere tempo hanno attivato anche le misure di profilassi contro l’infezione. Nonostante il tempestivo intervento dei medici – il ragazzo pare stesse male da qualche ora – la voce di un possibile caso di meningite si è sparso a macchia d’olio nella cittadina. E ieri mattina, giornata festiva, la sede della guardia medica di Tortolì, è stata presa d’assalto da chi, preoccupato per una malattia che se non curata tempestivamente può portare a esiti invalidanti e addirittura alla morte, ha voluto essere visitato da un dottore. Un altro fronte è quello delle indagini mediche in grado di stabilire se via sia un qualche nesso tra i casi diagnosticati recentemente nell’isola e il nuovo sospetto di meningite in Ogliastra. A questo riguardo arrivano le precisazioni dell'Ats che sta affrontando gli aspetti sanitari legati al manifestarsi della malattia. «Si sta procedendo – spiegano a questo riguardo i vertici aziendali – a una verifica finalizzata a escludere correlazioni tra questo caso e quelli accertati di meningite di tipo B segnalati a Nuoro (2 casi) e Cagliari (1 caso) a cavallo tra il 2017 e il 2018, seppure si tratti di una eventualità remota». Il messaggio vuole essere rassicurante. I vertici dell’azienda unica ricordano, infatti, che «i dati dell'Istituto superiore di sanità evidenziano un andamento omogeneo della curva epidemiologica della meningite in Sardegna dal 2011 al 2017 e che i casi si concentrano prevalentemente nei mesi invernali». Nessun allarmismo quindi, ma la giusta dose di preoccupazione che induce a tenere alta la guardia e a raccomandare la vaccinazione contro il diffondersi dell’infezione. Questo, infatti, è quanto raccomandano i medici che, d’altra parte, escludono categoricamente la possibilità che possa trattarsi di un’epidemia. Il professor Sergio Babudieri, a capo dell’unità operativa di Malattie infettive dell'azienda ospedaliero universitaria di Sassari, è chiaro. «Al momento – sottolinea l’esperto – si tratta soltanto di casi sporadici». Il caso della studentessa di Cagliari si e gli altri all'ospedale San Francesco di Nuoro rientrano, ancora, nella norma. Nel capoluogo barbaricino ad essere ricoverati d'urgenza nel giro di 24 ore nel reparto Malattie infettive, un disabile di 50 anni e la sua badante originaria rumena di 43 anni. Il primo paziente arrivato all’ospedale nuorese il giorno di Capodanno è stato l'uomo, un disabile che frequenta una comunità diurna. Il giorno dopo la stessa diagnosi è toccato alla badante. Bisognerà, invece attendere gli esiti degli esami sul giovane tortoliese per sapere se si è trattato del quarto caso di meningite nel territorio isolano. (g.f.)
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