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Meningite, la psicosi corre sui social network

Meningite, la psicosi corre sui social network

Lanusei, ma i medici della Assl rassicurano: «Non c’è nessun allarme, è tutto sotto controllo»

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LANUSEI. «La Ats-Assl di Lanusei rassicura coloro che non hanno avuto contatti stretti e diretti con il paziente. In caso di sintomi come febbre e mal di testa, le persone che ritengono di essere state in contatto con il paziente possono rivolgersi al proprio medico di medicina generale o alla guardia medica. Per ulteriori informazioni è inoltre possibile contattare il Servizi di igiene e sanità pubblica della propria Assl». Con queste parole i vertici della Assl ogliastrina mettono fine alla psicosi meningite che si è scatenata, soprattutto su Facebook, dopo il ricovero di un ragazzo di 20 anni nell’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei. Numerosissimi i post pubblicati senza alcuna tutela: non soltanto è stato pubblicato nome e cognome del ragazzo, ma è stata anche diffusa una sua foto. «Alla luce di quanto sta circolando sui social network in queste ore, in molti casi senza riguardo al diritto della privacy del ragazzo e della sua famiglia, la Ats-Assl di Lanusei invita a far riferimento per informazioni ufficiali al sito internet: www.asllanusei.it e agli altri siti delle Aree socio sanitari locali Ats». La stessa azienda sanitaria precisa anche che la «profilassi antibiotica è rivolta solo a coloro che hanno avuto contatti diretti e stretti con il ragazzo nei 10 giorni precedenti alla manifestazione della patologia. Tali persone sono contattate direttamente dal personale del Servizio di igiene pubblica della Assl». Nessun allarme, dunque, né a Tortolì, la cittadina di cui è originario il giovane ora ricoverato nel reparto di Anestesia e rianimazione, né negli altri centri del circondario. La situazione, infatti, è perfettamente sotto controllo. Le condizioni del ragazzo, intanto, restano stabili e sotto costante monitoraggio medico. Accertato che si tratti di un caso di meningococco di tipo B, la Assl sottolinea ancora che «nella valutazione di contatto stretto vengono tenuti in considerazione: i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza); chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato; le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso ad esempio baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli); i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca)». (l.p.)

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