Smantellamento servizi statali: a rischio la sede Inps di Macomer
di Paolo Maurizio Sechi
Approvato all’unanimità un documento di protesta contro la chiusura dell’agenzia territoriale Salvo il servizio del Giudice di pace mentre il carcere, chiuso dal 2014, diventerà centro di accoglienza
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MACOMER. Da diversi anni la città subisce un processo di smantellamento delle strutture statali come il tribunale, il carcere mandamentale, il Giudice di pace e la Tenenza della Guardia di finanza che servivano non solo il Marghine ma un territorio molto più ampio anche con comuni di diverse province che ha creato gravi disagi agli utenti. Il carcere, chiuso alla fine del 2014, sarà riaperto, forse quest’anno, anche se con una destinazione diversa, ma sempre detentiva, con il Centro di permanenza e rimpatrio per migranti irregolari mentre il servizio del Giudice di pace, riavviato lo scorso anno, è stato riconfermato anche per il 2018 grazie all'impegno, anche economico, di tutti i sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine. La nuova minaccia è rappresentata dalla probabile soppressione della sede Inps di Macomer prevista, come per tutte le sedi periferiche, dal piano nazionale di riorganizzazione dell'ente previdenziale.
Altra “gatta da pelare” per l’attuale amministrazione e per quella che governerà dopo le elezioni di maggio. Nell’ultima riunione dell’anno del consiglio comunale è stato comunque approvato all’unanimità un documento di protesta contro la chiusura dell’agenzia di Macomer predisposto dal sindaco e da un rappresentante della maggioranza e uno della minoranza in consiglio che sarà inviato a tutte le istituzioni nazionali e regionali e al presidente dell’ente nazionale Tito Boeri, mentre sono in programma altre manifestazioni insieme all’Anci regionale e ad altri Comuni dov’è prevista la chiusura delle sedi Inps. L’agenzia di Macomer, con cinque dipendenti, ha sede nella cittadella amministrativa nell’ex tribunale, concessa gratuitamente all’ente dal Comune. Sono più concrete le possibilità di riportare la Tenenza della Guardia di finanza, trasferita a Bosa e quindi in altra provincia dal 2016, dopo l’incontro che si è tenuto lo scorso anno tra l’amministrazione comunale e i vertici regionali e provinciali della Guardia di finanza che hanno anche effettuato un sopralluogo nella sede, di proprietà del Comune in piazza Caduti del Lavoro, offerta dall’amministrazione comunale gratuitamente anche se l’immobile ha bisogno di un intervento di ristrutturazione che dovrebbe essere però a carico del Ministero. Il rafforzamento del contingente delle forze dell’ordine previsto con l’apertura del Centro di permanenza e rimpatrio per migranti irregolari è una delle condizioni chieste dal sindaco Antonio Succu per l’apertura della struttura e questo potrebbe essere un altro punto a favore della riapertura in città della Tenenza della Guardia di finanza.
Per quanto riguarda l’ex carcere mandamentale i lavori di riqualificazione e adeguamento per rendere la struttura sicura e rispettosa delle condizioni di vita e della dignità degli ospiti sono stati finanziati con tre milioni di euro dal Ministero degli Interni e dovrebbero concludersi entro l’anno.
Altra “gatta da pelare” per l’attuale amministrazione e per quella che governerà dopo le elezioni di maggio. Nell’ultima riunione dell’anno del consiglio comunale è stato comunque approvato all’unanimità un documento di protesta contro la chiusura dell’agenzia di Macomer predisposto dal sindaco e da un rappresentante della maggioranza e uno della minoranza in consiglio che sarà inviato a tutte le istituzioni nazionali e regionali e al presidente dell’ente nazionale Tito Boeri, mentre sono in programma altre manifestazioni insieme all’Anci regionale e ad altri Comuni dov’è prevista la chiusura delle sedi Inps. L’agenzia di Macomer, con cinque dipendenti, ha sede nella cittadella amministrativa nell’ex tribunale, concessa gratuitamente all’ente dal Comune. Sono più concrete le possibilità di riportare la Tenenza della Guardia di finanza, trasferita a Bosa e quindi in altra provincia dal 2016, dopo l’incontro che si è tenuto lo scorso anno tra l’amministrazione comunale e i vertici regionali e provinciali della Guardia di finanza che hanno anche effettuato un sopralluogo nella sede, di proprietà del Comune in piazza Caduti del Lavoro, offerta dall’amministrazione comunale gratuitamente anche se l’immobile ha bisogno di un intervento di ristrutturazione che dovrebbe essere però a carico del Ministero. Il rafforzamento del contingente delle forze dell’ordine previsto con l’apertura del Centro di permanenza e rimpatrio per migranti irregolari è una delle condizioni chieste dal sindaco Antonio Succu per l’apertura della struttura e questo potrebbe essere un altro punto a favore della riapertura in città della Tenenza della Guardia di finanza.
Per quanto riguarda l’ex carcere mandamentale i lavori di riqualificazione e adeguamento per rendere la struttura sicura e rispettosa delle condizioni di vita e della dignità degli ospiti sono stati finanziati con tre milioni di euro dal Ministero degli Interni e dovrebbero concludersi entro l’anno.
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