Macomer, pronto il primo ciak sul sequestro Locci
di Tore Cossu
MACOMER. Sono pronte a cominciare le riprese del film che rievoca il sequestro di Luca Locci, il bambino di Macomer finito quaranta anni fa nelle mani dell’Anonima sequestri. Un lungometraggio...
2 MINUTI DI LETTURA
MACOMER. Sono pronte a cominciare le riprese del film che rievoca il sequestro di Luca Locci, il bambino di Macomer finito quaranta anni fa nelle mani dell’Anonima sequestri. Un lungometraggio destinato a fare parlare in quanto ad interpretare la parte del padre del bambino rapito sarà proprio l’ex ostaggio che oggi ha 46 anni. L’opera prende spunto dal manoscritto “Il mio sequestro” scritto da Luca Locci e da suo padre, Franco, noto commerciante di auto, conosciutissimo in tutta la Sardegna che si prodigò per riportare a cassa il figlioletto. L’inizio delle riprese è previsto per la fine del mese di marzo. Il film, diretto dal regista Fabio Manuel Mulas (nella foto il primo a sinistra) e ideato da Gianluca Pirastu, Tonino Pischedda (gli stessi che hanno realizzato il film “Bandidos e balentes. Il codice non scritto”), rievoca quei drammatici 93 giorni di prigionia trascorsi nelle mani dei sequestratori (il piccolo aveva appena sette anni e mezzo). Un incubo che si concluse il 25 settembre del 1978, quando il piccolo venne liberato, dopo il pagamento di un riscatto di 300 milioni di lire.
Era il 24 giugno del 1978 quando tutti gli italiani stavano seguendo alla tv la partita Italia-Brasile, la finale dei Mondiali. Sulle strade non c’era anima viva. Luca Locci giocava con gli amichetti di fronte a casa, nel cuore di Macomer. Era appena rientrato dal mare di Bosa. La mamma gli stava preparando la vasca per il bagnetto quando una Fiat 124 guidata da sconosciuti lo preleva dalla strada dando così il via al primo sequestro di un bambino a scopo di estorsione. «Prendere parte a questo film è per me come esorcizzare un dolore che non si può cancellare – racconta Luca – proverò a rievocare la tragica vicenda che ha coinvolto me in prima persona e tutta la mia famiglia».
Era il 24 giugno del 1978 quando tutti gli italiani stavano seguendo alla tv la partita Italia-Brasile, la finale dei Mondiali. Sulle strade non c’era anima viva. Luca Locci giocava con gli amichetti di fronte a casa, nel cuore di Macomer. Era appena rientrato dal mare di Bosa. La mamma gli stava preparando la vasca per il bagnetto quando una Fiat 124 guidata da sconosciuti lo preleva dalla strada dando così il via al primo sequestro di un bambino a scopo di estorsione. «Prendere parte a questo film è per me come esorcizzare un dolore che non si può cancellare – racconta Luca – proverò a rievocare la tragica vicenda che ha coinvolto me in prima persona e tutta la mia famiglia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google