le reazioni
La sfida comincia adesso «Un obiettivo per crescere»
di Stefania Vatieri
NUORO. Dopo aver sbaragliato la concorrenza di altre ventuno città, Nuoro si prepara al "Giorno del giudizio". A grandi passi si avvicina la fatidica data in cui il capoluogo barbaricino insieme con...
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NUORO. Dopo aver sbaragliato la concorrenza di altre ventuno città, Nuoro si prepara al "Giorno del giudizio". A grandi passi si avvicina la fatidica data in cui il capoluogo barbaricino insieme con le altre città selezionate dal Ministero dei beni e delle attività culturali, (Agrigento, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Bitonto, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso), affronterà la seconda fase del concorso per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana della Cultura 2020. Imprenditori, artisti e studiosi: sono tantissimi i sostenitori dell’importante candidatura. A partire da Agostino Cicalò, presidente del Distretto culturale nuorese che accoglie la notizia definendola «un riscatto non solo della città ma dell'intera Barbagia». E sulla scia del detto l'importante è partecipare, sorride e aggiunge: «A questo punto sono convinto che l'importante sia vincere. Abbiamo certamente concorrenti di grande peso, penso a Parma e Piacenza, ma Nuoro con il suo hinterland non ha niente da invidiare a nessuno, anzi. Noi abbiamo una storia difficile alle spalle e nonostante tutte le peculiarità del territorio vantiamo numerosi rappresentanti passati e presenti del mondo della cultura e dell'arte». Di una possibile rinascita della città parla invece Angelo Altea, ex parlamentare e organizzatore dei martedì letterari del caffè storico Tettamanzi, il famoso locale descritto nel più celebre romanzo di Salvatore Satta e in numerosi racconti della premio Nobel Grazia Deledda. «Il riconoscimento è assolutamente meritato – commenta –. Abbiamo buone possibilità di vincere e questo potrebbe rappresentare per Nuoro una sorta di rinascita, di punto zero da cui partire, dove la cultura naturalmente rappresenta il centro di ogni attività. Il risultato raggiunto è già di per sé un ottimo traguardo per una città che nella cultura non ha mai creduto, ora è arrivato il momento di convincersene». Uno sguardo rivolto al futuro, ma ancorato saldamente alle tradizioni e alla storia lo propone invece Salvatore Piredda, designer e presidente dell'associazione che riunisce i commercianti della via Majore, che ribadisce l'importanza della cultura per la rinascita del capoluogo barbaricino a patto però «che non sia fine a se stessa. La città è completamente da riorganizzare: manca la segnaletica che ti permetta di visitare le bellezze cittadine, per non parlare poi della comunicazione, di ciò che Nuoro vuole dire ai suoi visitatori – spiega il designer che ha contribuito alla stesura del dossier di candidatura fornendo idee e curando la parte grafica –. Il mio auspicio è che la candidatura apra le porte a una sorta di fabbrica della cultura in grado di arricchire la città».
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