Verifica di giunta, la Base stringe i tempi
Il coordinatore provinciale: non è più tempo di tergiversare, tiriamo le somme e facciamo le nomine
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NUORO. La verifica politica nel Comune capoluogo dovrebbe essere lì lì per chiudersi, ma qualcosa ancora frena la soluzione. L’ha denunciato ieri la minoranza, ma la cosa non lascia tranquilli neppure alcuni gruppi di maggioranza. Il Psd’Az la settimana passata ha addirittura messo i confini temporali al sindaco Andrea Soddu: dieci giorni, e non di più. Il partito La Base oggi appare ancora più risoluto per contingentare i termini: «Per noi e per la città non è più tollerabile un ritardo per questioni che attengono alla verifica. Il sindaco rispetti i tempi garantiti per la chiusura di questa situazione e del confronto di metà mandato». Le parole sono del coordinatore provinciale Piero Marteddu, che ha guidato la delegazione del partito durante gli incontri con le altre componenti della coalizione di governo civico. Se la posizione era già chiara, Marteddu la rafforza con decisione, alla luce delle notizie arrivate da Roma e dell’inserimento della città tra le dieci finaliste per la Capitale della cultura 2020: «Questo risultato di prestigio, per Nuoro e il territorio, sommato al piano per le periferie, chiedono un impegno totale nell’azione amministrativa, senza più ritardi».
La Base, con l’assessore Sebastian Cocco, non fa mistero di sentire un orgoglio particolare per il fatto di avere guidato la realtà, la Cultura, appunto, ora oggetto di riconoscimento. Tanto, aggiunge Piero Marteddu, «che abbiamo chiesto la conferma nell’assessorato del nostro esponente politico, anche per dare continuità alla specifica azione amministrativa». Riconferma che sarebbe al riparo da qualsiasi sorpresa. Senza tuttavia escludere delle novità: «La delega alla Cultura potrebbe essere integrata con qualche competenza ulteriore», aggiunge Marteddu. Soluzione che appare come il segnale più chiaro sul fatto di una nuova giunta con un rimescolamento di alcuni settori assessoriali, senza cambi invece nei nomi dei titolari: «La logica seguita è proprio questa. La verifica infatti non nasce da richieste dei partiti di avere un peso maggiore nella giunta. Ma piuttosto l’esigenza era quella di fare un esame sull’attività svolta e mettere in rilievo alcune criticità». Soluzione che alla fine potrebbe portare persino al taglio degli assessorati dagli attuali sette, a sei. Rimane l’enigma sul Bilancio: «La titolare, Lina Denti, ha consentito di impostare il lavoro per dare stabilità e una prospettiva di risanamento finanziario. Ora però si deve passare dal tecnico alla gestione politica». (f.p.)
La Base, con l’assessore Sebastian Cocco, non fa mistero di sentire un orgoglio particolare per il fatto di avere guidato la realtà, la Cultura, appunto, ora oggetto di riconoscimento. Tanto, aggiunge Piero Marteddu, «che abbiamo chiesto la conferma nell’assessorato del nostro esponente politico, anche per dare continuità alla specifica azione amministrativa». Riconferma che sarebbe al riparo da qualsiasi sorpresa. Senza tuttavia escludere delle novità: «La delega alla Cultura potrebbe essere integrata con qualche competenza ulteriore», aggiunge Marteddu. Soluzione che appare come il segnale più chiaro sul fatto di una nuova giunta con un rimescolamento di alcuni settori assessoriali, senza cambi invece nei nomi dei titolari: «La logica seguita è proprio questa. La verifica infatti non nasce da richieste dei partiti di avere un peso maggiore nella giunta. Ma piuttosto l’esigenza era quella di fare un esame sull’attività svolta e mettere in rilievo alcune criticità». Soluzione che alla fine potrebbe portare persino al taglio degli assessorati dagli attuali sette, a sei. Rimane l’enigma sul Bilancio: «La titolare, Lina Denti, ha consentito di impostare il lavoro per dare stabilità e una prospettiva di risanamento finanziario. Ora però si deve passare dal tecnico alla gestione politica». (f.p.)
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