Capo San Lorenzo, i palombari recuperano e distruggono una bomba d'aereo

L'operazione di imbragamento della bomba d'aereo risalente alla II guerra mondiale

Operazione degli specialisti della Marina Militare: l'ordigno pesava poco meno di 500 chili e risaliva alla Seconda guerra mondiale

ARBATAX. Nella mattinata di oggi  18 Gennaio, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo Sdai di Cagliari (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto un intervento a Capo San Lorenzo (Arbatax) per rimuovere un pericoloso ordigno esplosivo,  residuato bellico, che è stato rinvenuto nel sacco della rete del motopesca Gigiotto.

A seguito della segnalazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Arbatax che ha indicato il posizionamento dell'ordigno, la Preettura di Cagliari ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza che è stato condotto dal Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare.

L'ordigno imbragato per essere spostato in zona di sicurezza

"Noi Palombari _ ha detto Gabriele Paparo, comandante del Nucleo Sdai _ ci siamo immersi nel punto segnalato dall’Autorità Marittima, a una profondità di 20 metri e ad una distanza dalla costa di 2,5 miglia nautiche, per ricercare il manufatto segnalato dal Comandante del peschereccio. Dopo aver individuato l’oggetto lo abbiamo identificato come una bomba d’aereo da 1.000 libbre (poco meno di 500 chili, ndr) risalente all’ultimo conflitto mondiale. Abbiamo provveduto quindi ad imbragare la bomba, rimuoverla da sito in cui era stata depositata e rimorchiarla a distanza fino a raggiungere una zona in alto mare individuata dall’Autorità Marittima. Lì è stata effettuata un’ultima immersione per portare a termine la distruzione dell’ordigno, secondo le consolidate precauzioni tese a preservare l’ecosistema marino".

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia dell'incolumità di tutti anche nelle acque interne,  svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto in Italia un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 96 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

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