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Nuoro

Tortolì, imprenditore turco nel mirino: fango all’ingresso del locale

di Lamberto Cugudda
Tortolì, imprenditore turco nel mirino: fango all’ingresso del locale

Imbrattata la vetrina della kebaberia Mezopotamya. Il sindaco: «Episodio inqualificabile». Indaga la polizia

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TORTOLÌ. Atto intimidatorio, oppure il gesto sconsiderato di vandali o di qualcuno che potrebbe avere alzato il gomito? Nella nottata fra martedì e ieri, la vetrina esterna e l’ingresso del locale di “cucina orientale kurda & turka”, il Mezopotamya, è stata fatta oggetto di lanci di fango, che potrebbe essere stato mischiato con qualche prodotto utilizzato per fissare le mattonelle del pavimento. Il tutto dovrebbe essere stato ripreso dalle telecamere dello stesso locale, che come si nota chiaramente, sono puntate proprio sull’ingresso.

Il locale, che si trova in pieno centro, lungo il viale monsignor Virgilio – proprio di fronte alla sede dell’ex filiale della Banca di Sassari e alla farmacia Serafini – è molto conosciuto e frequentato perché da poco meno di tre anni, prepara il famoso kebab, ma anche altri piatti della tradizione orientale. Pare che nell’ultimo periodo stia aprendo solo dal venerdì alla domenica. A quanto risulta agli agenti del commissariato costiero, guidati dal dirigente Riccardo Signorelli, è di proprietà di un imprenditore turco di 46 anni – che ne ha un altro nella zona di Villasimus – e da qualche tempo è stato dato in gestione a un operatore sardo. A lavorarvi è personale ogliastrino e isolano in genere.

E ieri mattina, le tantissime persone che dal primo mattino hanno percorso i larghi marciapiedi del centro, nel viale monsignor Virgilio, non hanno potuto fare a meno di notare la porta d’ingresso e la vetrina del Mezopotamya completamente infangate. Gli agenti del commissariato, visto che il locale ieri mattina era chiuso, sentiranno quest’oggi il gestore, che sta fuori Tortolì. Potranno così vedere quanto registrato dalle telecamere del Mezopotamya anche se si starebbe già procedendo con quelle di altre attività della zona.

L’obiettivo è quello di risalire, sulla base delle dichiarazioni dell’uomo, agli autori dell’atto vandalico o intimidatorio compiuto in pieno centro. Quella che per ora è esclusa è la pista xenofoba. Anche il sindaco Massimo Cannas, che ha condannato quanto registratosi nell’attività commerciale del viale monsignor Virgilio, («atto inqualificabile» ha detto) tende gli esiti delle indagini degli agenti del commissariato per capire a cosa possa essere collegato il raid.
 

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