Il Psd’Az barbaricino benedice l’accordo con la Lega Nord
di Francesco Pirisi
Sì del commissario distrettuale del Psd’Az e assessore comunale dell’Ambiente Giuliano Sanna Il segretario cittadino Bassu: «Salvini ha condiviso le nostre istanze». Carta e Tola sono contrari
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NUORO. Gli eredi di Emilio Lussu e Alberto da Giussano possono fare un pezzo di strada insieme perché coincidono alcuni obiettivi. Questo il motivo di fondo che ha portato il Psd’Az a chiudere l’accordo con la Lega per le elezioni politiche del 4 marzo. Lo spiegano i dirigenti nuoresi del partito. A iniziare dal commissario distrettuale (e assessore dell’Ambiente nel Comune capoluogo) Giuliano Sanna, per andare a Tonino Bassu, segretario della sezione cittadina. Sanna: «Si tratta di un’intesa politica su una piattaforma di 10 punti, che il partito di Salvini ha accolto e garantito rispetto alla loro realizzazione».
«Temi che fanno parte della storia di rivendicazione del sardismo: dall’accrescimento dei margini di autonomia al bilinguismo, dalla fiscalità di vantaggio alla continuità territoriale. Collegato e funzionale al raggiungimento di questi aspetti – aggiunge l’assessore Sanna – c’è il patto per inserire nelle liste, a iniziare dai collegi uninominali, alcuni nostri esponenti, con la possibilità di tornare a essere rappresentati nel parlamento italiano».
L’accordo come l’unica strada data. Come ha stabilito il consiglio nazionale, convocato a Villagrande Strisaili, lo scorso dicembre.
Vi hanno presenziato i leader isolani di molti dei partiti politici che saranno in campo per l’elezione del nuovo parlamento.
Coalizioni e partiti poi rincontrati dal segretario nazionale Cristian Solinas, per verificare la possibilità di un’alleanze, a partire dal Pd a Forza Italia e sino alla Lega, alla fine quella preferita. Non senza qualche malumore interno, rispetto alla scelta pro-Lega, come è emerso dalle dichiarazioni nei giorni scorsi di due esponenti del Nuorese, il consigliere regionale Angelo Carta e Roberto Tola, sindaco di Posada. Tonino Bassu ritorna ai motivi di fondo: «Il confronto con le altre forze politiche è stato sui punti programmatici decisi a Villagrande, e non sulle ideologie o la storia di un partito piuttosto che di un altro».
«La Lega ha condiviso le nostre istanze. Altra cosa: c’è la garanzia che non metterà bocca sui nomi da candidare nei collegi uninominali e nel proporzionale».
Sull’armonia tra le parti e dunque sull’opportunità ideale della decisione del Psd’Az, ancora Bassu: «Io distinguo due aspetti. Nella rivendicazione politica, con i leghisti abbiamo temi comuni, qual è quello dell’autonomia e del federalismo. Bisogna anche dargli atto di avere sempre inteso l’Europa prima di tutto come un’organizzazione di popoli, di nazioni. Certo ci sono molte differenze, a iniziare da quelle del percorso storico per andare a un’ideologia in diverse parti non condivisibile».
Stesso tasto che tocca Giuliano Sanna: «Ogni fatto va guardato in maniera oggettiva. Anche perché la politica non si fa col fegato, ma con la testa. Qui sono in gioco questioni che attengono alla felicità del popolo sardo, che non possono essere rese concrete senza passare attraverso il pettine di Roma».
Altri punti di contatto con la Lega li trova Giovanni Piras, agronomo, originario di Lula, mezzo secolo con il distintivo dei quattro mori sulla giacca.
«Abbiamo diversi obiettivi in comune e lo conferma anche il fatto che quando sono nati come partito hanno preso a prestito alcuni princìpi del nostro statuto, scritto nel 1921, con la fondazione del Psd’Az. Per le alleanze alle politiche di marzo, il Pd e Forza Italia offrivano anche di più in termini di seggi, ma non ne hanno voluto sentire di mettere nell’agenda la lingua sarda, la zona franca, e via via le altre istanze fondamentali per lo sviluppo della Sardegna».
«Temi che fanno parte della storia di rivendicazione del sardismo: dall’accrescimento dei margini di autonomia al bilinguismo, dalla fiscalità di vantaggio alla continuità territoriale. Collegato e funzionale al raggiungimento di questi aspetti – aggiunge l’assessore Sanna – c’è il patto per inserire nelle liste, a iniziare dai collegi uninominali, alcuni nostri esponenti, con la possibilità di tornare a essere rappresentati nel parlamento italiano».
L’accordo come l’unica strada data. Come ha stabilito il consiglio nazionale, convocato a Villagrande Strisaili, lo scorso dicembre.
Vi hanno presenziato i leader isolani di molti dei partiti politici che saranno in campo per l’elezione del nuovo parlamento.
Coalizioni e partiti poi rincontrati dal segretario nazionale Cristian Solinas, per verificare la possibilità di un’alleanze, a partire dal Pd a Forza Italia e sino alla Lega, alla fine quella preferita. Non senza qualche malumore interno, rispetto alla scelta pro-Lega, come è emerso dalle dichiarazioni nei giorni scorsi di due esponenti del Nuorese, il consigliere regionale Angelo Carta e Roberto Tola, sindaco di Posada. Tonino Bassu ritorna ai motivi di fondo: «Il confronto con le altre forze politiche è stato sui punti programmatici decisi a Villagrande, e non sulle ideologie o la storia di un partito piuttosto che di un altro».
«La Lega ha condiviso le nostre istanze. Altra cosa: c’è la garanzia che non metterà bocca sui nomi da candidare nei collegi uninominali e nel proporzionale».
Sull’armonia tra le parti e dunque sull’opportunità ideale della decisione del Psd’Az, ancora Bassu: «Io distinguo due aspetti. Nella rivendicazione politica, con i leghisti abbiamo temi comuni, qual è quello dell’autonomia e del federalismo. Bisogna anche dargli atto di avere sempre inteso l’Europa prima di tutto come un’organizzazione di popoli, di nazioni. Certo ci sono molte differenze, a iniziare da quelle del percorso storico per andare a un’ideologia in diverse parti non condivisibile».
Stesso tasto che tocca Giuliano Sanna: «Ogni fatto va guardato in maniera oggettiva. Anche perché la politica non si fa col fegato, ma con la testa. Qui sono in gioco questioni che attengono alla felicità del popolo sardo, che non possono essere rese concrete senza passare attraverso il pettine di Roma».
Altri punti di contatto con la Lega li trova Giovanni Piras, agronomo, originario di Lula, mezzo secolo con il distintivo dei quattro mori sulla giacca.
«Abbiamo diversi obiettivi in comune e lo conferma anche il fatto che quando sono nati come partito hanno preso a prestito alcuni princìpi del nostro statuto, scritto nel 1921, con la fondazione del Psd’Az. Per le alleanze alle politiche di marzo, il Pd e Forza Italia offrivano anche di più in termini di seggi, ma non ne hanno voluto sentire di mettere nell’agenda la lingua sarda, la zona franca, e via via le altre istanze fondamentali per lo sviluppo della Sardegna».
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