La truffa corre sulla rete in Procura è allarme rosso
di Giusy Ferreli
Di ieri gli ultimi casi: denunciati due cittadini del Pakistan e una donna siciliana Il procuratore di Lanusei avverte: «Utilizzate sistemi di pagamento rintracciabili»
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LANUSEI. Le ultime denunce sul fronte delle truffe online riguardano una spregiudicata disoccupata siciliana e due cittadini pachistani. La prima ha risposto ad un annuncio trovato su un sito internet nel quale una studentessa ventenne di Villamar era interessata ad affittare per il periodo estivo (dal 14 al 19 agosto 2017) un appartamento a Tortolì. La donna, fingendosi proprietaria di un immobile nella cittadina ogliastrina, si è intascata la caparra di 150 euro inviata su una Poste pay evolution dalla ragazza che ha segnalato la cosa alle forze dell’ordine. La truffatrice, una trentenne residente a Gela, è stata denunciata dai carabinieri di Tortolì. L’appartamento è risultato essere di proprietà di una persona totalmente estranea ai fatti. Ieri pomeriggio i militari della stazione di Tertenia hanno denunciato due persone originarie del Pakistan, residenti da anni a Napoli, per il reato di frode informatica. I due cittadini extracomunitari erano riusciti a clonare la carta prepagata intestata ad una associazione di volontariato del paese spendendo un migliaio di euro sulle piattaforme online ma sono stati individuati. Sono tanti casi che arrivano sulle scrivanie delle forze dell’ordine, decine e decine di episodi che avvengono nella rete. In Procura, a Lanusei, il fenomeno non viene sottovalutato, anzi. I numeri sono da allarme rosso: negli ultimi tempi sono arrivate decine di segnalazioni da ogni parte dell’Ogliastra. Non c’è paese che non abbia avuto un truffato A volte si tratta di piccole somme, a volte di importi elevati anche 8, 9mila euro. Ci sono telefonini da poche centinaia di euro ed ancora automobile pagate e mai recapitate. Eppure esistono efficaci contromisure, basta prestare la giusta attenzione. «Un modo per evitare di essere truffati c’è» spiega il procuratore Biagio Mazzeo, che vuol mettere in guardia soprattutto i più anziani. «L’imperativo numero è quello di evitare di ricaricare le carte prepagata, è come dare dei soldi ad uno sconosciuto per strada» sottolinea a riguardo il procuratore. Nel caso ci si trovi davanti ad un pagamento da effettuare tramite l’Iban è sempre meglio controllare, sui siti appositi, che il titolare corrisponda a chi vende online. Una delle truffe più in voga su Internet, è quella del versamento di un acconto per bloccare l’auto. «A fronte di un valore considerevole – dice il magistrato – il truffatore chiede un anticipo: spesso non supera i 300, 400 euro ma moltiplicato per i potenziali truffati il gruzzoletto cresce a dismisura». E la macchina, ammesso che ci sia, rimane in garage. «Noi possiamo fare poco – prosegue Mazzeo – in alcuni casi le indagini portano a risultai, in altri no», E quindi prevenire è meglio pagare: «Non fate ricariche. È consigliabile usare mezzi di pagamento tracciabili».
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