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Nuoro

Gairo, il sindaco si dimette «Così non si va avanti»

di Giusy Ferreli
Gairo, il sindaco si dimette «Così non si va avanti»

Il primo cittadino Piras: «Non ci sono più le condizioni per poter amministrare»  La decisione è arrivata dopo tanti problemi e la bocciatura del Piano urbanistico  

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GAIRO. Il malessere degli amministratori locale a volte rimane sottotraccia. A volte si concretizza in gesti eclatanti che hanno il sapore amaro della resa. Francesco Piras, sindaco di Gairo, minacciato di morte lo scorso aprile, è pronto a restituire la fascia tricolore al prefetto. «Dopo la bocciatura della pianificazione costiera da parte della Regione – si sfoga il sindaco – ritengo che non ci siano più le condizioni per proseguire l’attività amministrativa e con molta probabilità rassegnerò le dimissioni». La sua vuole essere la constatazione di un dato di fatto. «A quasi tre anni dall’inizio del mandato mi rendo conto che in queste condizioni continuare non ha senso» incalza Piras che aggiunge: «ci siamo scontrati con gravi problemi che si sono trasformati in macigni la cui gestione non può ricadere sui soli amministratori». L’elenco delle grane è lungo e va dal campeggio comunale di “Coccorrocci” (oggetto di sequestro da parte del Tribunale di Lanusei poi affidato ad altra gestione con condanna in via definitiva della vecchia cooperativa al risarcimento dei canoni arretrati e con due giudizi per la rivendicazione di presunti danni da parte della stessa cooperativa) alla vicenda di “Su Sirboni”.«A distanza di 30 anni – incalza Piras – viene dimostrato, documenti alla mano, che il Comune d è proprietario di 88,5 ettari dei 161 rimasti nella disponibilità dell’imprenditore bresciano proprietario delle strutture, con possibili danni per il comune di Gairo per la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione relative ad una vecchia lottizzazione siglata nel 1974». Ad oggi pende un ricorso al Tar che il prossimo 21 marzo si pronuncerà sull’urgenza dell’ordinanza dell’agosto scorso, per la riapertura degli accessi al mare. C’è poi la vicenda del distribuzione di carburanti. Sono emersi problemi dal punto di vista della sicurezza che hanno portato alla chiusura dell’impianto e si è scopre che dal 2011 non esiste alcun contratto fra il Comune di Gairo e la società Api proprietaria dell’impianto. Ancora, la grana del nuovo depuratore che non può entrare in funzione. «Non è stato possibile fare il collaudo perché – spiega – la nuova condotta, a causa di lavori non eseguiti in regola d’arte, è danneggiata. Nonostante le richieste e solleciti di intervento da parte degli assessorati regionali competenti, ad oggi non si è avuto alcun riscontro». Sono situazioni esplosive alle quali si deve aggiungere il fatto che durante il mandato espletato, l’amministrazione solo per 8 mesi ha potuto o usufruire del servizio di un segretario in pianta stabile. E poi arriva la resa: «non possiamo esporci al tiro al bersaglio».

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