summer school
L’esperienza di Ngalula dall’Africa in Germania
NUORO. The summer school , o il futuro dei diritti umani in Europa. Epicentro di un istruttivo scambio di idee su quanto ancora c’è da fare sul fronte della tutela dei più deboli. Non è un caso se...
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NUORO. The summer school , o il futuro dei diritti umani in Europa. Epicentro di un istruttivo scambio di idee su quanto ancora c’è da fare sul fronte della tutela dei più deboli. Non è un caso se nel capoluogo barbaricino ogni estate arrivano studenti e ricercatori da tutto il mondo. Originario del Congo, nazione squassata dalla guerra, Ngalula Tumba lo scorso luglio è arrivato in Sardegna per delle Summer School. Il giovane, laureato in filosofa e con un master in pedagogia conseguito a Roma, attualmente lavora in un centro per migranti a Monaco di Baviera. E a Nuoro ha portato la sua esperienza, fatta di una quotidianità a volte dolorosa trascorsa gomito a gomito con i profughi, ricevendo in cambio l’ospitalità nuorese.
Il giovane africano non è stato l’unico ospite straniero dell’ultima edizione della scuola estiva. La scorsa estate sono stati 44 gli studenti provenienti da diversi atenei italiani ma anche da Francia, Germania, Polonia, Svezia e Iran. La scorsa edizione è stata l’occasione per un approfondimento sull’evoluzione e il consolidamento della tutela dei diritti umani, oggetto di particolare attenzione da parte del Consiglio d’Europa per quanto riguarda il divieto di tortura e le ripercussioni sulle condizioni dei detenuti. E da queste riflessioni è nata la visita al carcere nuorese di Badu’e Carros. E se l’osservatorio internazionale potrà vedere la luce sarà anche grazie a questa esperienza. In un momento in cui oltre che studiare i diritti umani, c'è bisogno di parole di fratellanza Nuoro è pronta a fare il salto di qualità. (g.f.)
Il giovane africano non è stato l’unico ospite straniero dell’ultima edizione della scuola estiva. La scorsa estate sono stati 44 gli studenti provenienti da diversi atenei italiani ma anche da Francia, Germania, Polonia, Svezia e Iran. La scorsa edizione è stata l’occasione per un approfondimento sull’evoluzione e il consolidamento della tutela dei diritti umani, oggetto di particolare attenzione da parte del Consiglio d’Europa per quanto riguarda il divieto di tortura e le ripercussioni sulle condizioni dei detenuti. E da queste riflessioni è nata la visita al carcere nuorese di Badu’e Carros. E se l’osservatorio internazionale potrà vedere la luce sarà anche grazie a questa esperienza. In un momento in cui oltre che studiare i diritti umani, c'è bisogno di parole di fratellanza Nuoro è pronta a fare il salto di qualità. (g.f.)
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