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Sas mascaras de Baunei aprono il Carrasecare

di Nino Muggianu
Sas mascaras de Baunei aprono il Carrasecare

DORGALI. Con l’uscita de “Sas mascaras de Baunei”, con il gruppo folk Don Milani, e quello mini-folk della stessa associazione, da ieri si è aperto ufficialmente il sipario sul “Carrasecare edizione...

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DORGALI. Con l’uscita de “Sas mascaras de Baunei”, con il gruppo folk Don Milani, e quello mini-folk della stessa associazione, da ieri si è aperto ufficialmente il sipario sul “Carrasecare edizione 2018” a Dorgali. Maschere che assieme a Lardajolu sono il simbolo del carnevale nel paese. Le “Mascaras de Baunei”, nonostante il nome, sono una tradizione tutta locale.

A riproporre l’antica maschera che era già passata nel dimenticatoio, era stato qualche anno fa il gruppo folk don Milani che anche quest’anno in piena collaborazione con l’assessorato comunale alla cultura e assieme agli altri gruppi, ha riproposto per le vie di Dorgali un’usanza ormai dimenticata e rimasta solamente come simpatica espressione dialettale tra amici.

Difficile datare la nascita di questa singolare maschera, di certo si sa che già nella seconda metà dell’800 assieme a Lardajolu erano gli apripista della festa della trasgressione e del divertimento. Perché il nome di “Mascarasa de Baunei”?, si chiedono spesso i visitatori che arrivano a Dorgali per il Carnevale.

Il motivo, la spiegazione che in genere viene fornita a questa domanda tanto ricorrente, è perché pare che quelle maschere facessero il loro ingresso in paese dal rione più alto del paese, quello di Gorito in periferia.

E Gorito si trova lungo la strada che porta appunto, al paese ogliastrino. Un modo per dire che arrivavano da lontano. E ieri, la tradizione si è ripetuta a Dorgali, immutata come allora. Quando maschi e donne del rione Sa Chejedda si travestivano tingendosi il viso con cenere e carbone e usando indumenti vecchi e stracciati. Le donne portavano in mano strumenti da lavoro (per filare la lana) come sas crunnucas, fusos, pettenes de pettenare e non solo.

I maschi, sempre vestiti da donna avevano “sa soca”, una sorta di lazo di pelle, con il quale catturavano le giovani donne. Era, secondo chi lo proponeva, un modo simpatico per prendere in giro le donne grandi lavoratrici dei rioni bassi del paese, notoriamente più “ laboriose” rispetto a quelle di altri rioni, dove si filava e si tesseva, giorno e notte.

Le stesse donne pare si vantassero nei confronti delle loro colleghe dei rioni alti del paese. E queste, a loro volta si vendicavano prendendole in giro proprio durante il periodo di Carnevale.

Chi conosce bene la storia di questa tradizione lo ripete spesso, che non c’è nessun riferimento al paese di Baunei, né ai suoi abitanti con i quali, tra l’altro, Dorgali vanta grande amicizia. A ripristinare la vecchia, ma piuttosto sentita, tradizione è stato il gruppo folk Don Milani.

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