La Nuova Sardegna

Nuoro

Donna picchiata in casa la versione del marito

di Enrico Carta
Donna picchiata in casa la versione del marito

Macomer, dall’ospedale al carcere di Massama con l’accusa di tentato omicidio L’avvocato: «Non c’è stata un’aggressione unilaterale, i fatti vanno chiariti»

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MACOMER. Può andare in carcere perché le sue condizioni di salute non sono tali da impedirlo. Lo dice il giudice per le indagini preliminari. Da ieri il 44enne Franco Falchi è in una cella a Massama. L’accusa di tentato omicidio sulla moglie quarantenne Martina Murgese sinora non era stata sufficiente a farlo finire dietro le sbarre. Franco Falchi infatti era stato ricoverato nel reparto di Medicina all’ospedale San Martino di Oristano, dov’era piantonato in attesa che il magistrato sciogliesse la riserva sul suo eventuale arresto richiesto dalla procura. L’aggressore soffre infatti di alcune patologie, per cui si era resa necessaria una serie di accertamenti medici che servivano per valutare la compatibilità con la detenzione in carcere. Di fronte all’esito della perizia, il giudice Annie Cecile Pinello ha stabilito ieri mattina che non ci sono ostacoli perché non possa trascorrere il suo tempo in una struttura carceraria in attesa di conoscere ulteriori sviluppi delle indagini che per ora hanno portato a una verità a senso unico.

Secondo gli inquirenti la casa di Macomer, dove marito e moglie vivevano apparentemente senza problemi, si è trasformata in una succursale dell’inferno giusto dieci giorni fa. Cosa esattamente sia successo è ancora da chiarire, quel che invece è certo e che quindi ha indirizzato in maniera molto netta l’inchiesta sono le parole e soprattutto le condizioni di salute della moglie che ha raccontato di essere stata aggredita. A testimoniarlo ci sono le ferite alla testa, le lesioni alla base cranica, le fratture facciali, i lividi e le ecchimosi. Nei giorni immediatamente successivi all’aggressione Martina Murgese ha subito anche un primo intervento a Nuoro e proprio dal suo letto di ospedale aveva lanciato il grido di dolore e di paura che la accompagna dal momento dello scontro col marito.

Eppure la versione di Franco Falchi, che da subito ha risposto alle domande del magistrato nell’interrogatorio di garanzia, è totalmente diversa. Difeso dall’avvocato Romina Marongiu sostiene di non aver aggredito la moglie. Forse c’è stata una lite che ha quindi coinvolto entrambi con ruoli ancora da definire. La difesa ritiene che Franco Falchi non sarebbe stato in grado di compiere un atto del genere. Tralasciando anche il fatto che in passato non c’erano state tensioni tra la coppia, l’avvocato ha messo in evidenza il fatto che Franco Falchi fosse totalmente dipendente dalle cure che la moglie gli prestava. L’uomo soffre infatti di una grave forma di disfunzione della vista e non è autonomo. Ultimamente gli è stata riscontrata anche un’altra grave patologia che ha aggravato il quadro clinico recando con sé anche problemi psicologici. È per questo che la difesa al momento nega la tesi dell’aggressione unilaterale – tra le altre cose è stato smentito il fatto che il marito abbia costretto la moglie a ingurgitare acido muriatico.

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