la commissione parlamentare d’inchiesta
«A Ottana l’amianto c’era, l’Inail ha sbagliato»
di Federico Sedda
La relazione finale dà ragione agli operai che denunciavano l’esposizione alla fibra killer
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OTTANA. «Rimane indubbio che presso lo stabilimento di Ottana vi era esposizione ad amianto come si desume purtroppo dai dati provenienti dal numero di patologie e ampiamente riportati dalle associazioni dei lavoratori ex esposti, sia con casi umani, sia con una serie di documenti consegnati a questa Commissione». Questa, in sintesi, la conclusione della relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, con particolare riguardo al sistema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che il 13 e il 14 luglio del 2017 ha fatto tappa in Sardegna per accertare le condizioni dei lavoratori ex esposti all'amianto degli stabilimenti di Ottana e di Porto Torres. La Commissione, presieduta dalla senatrice Camilla Fabbri, ha reso noto le conclusioni della visita dopo una serie di audizioni nelle prefetture di Nuoro e di Sassari con gli assessori regionali alla Salute e all'Ambiente, i direttori regionali dell'Inps e dell'Inail, il direttore dell'Azienda di tutela della salute, i prefetti delle due province e i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni dei lavoratori ex esposti all'amianto.
La relazione frettolosa. Balza agli occhi una prima considerazione: i dati contenuti nella relazione del 2003 effettuata dal Contarp (l'organismo tecnico dell'Inail) nello stabilimento chimico di Ottana per accertare la presenza dell'amianto non corrispondono alla realtà. Da quella relazione, infatti, era emerso che, come riporta la Commissione stessa, «nello stabilimento di Ottana, pur in presenza di amianto, non vi è stata un'esposizione qualificata, cioè superiore al limite previsto dalla normativa». «Un risultato sostanzialmente ingiusto – rileva ora la Commissione – che ha creato un enorme contenzioso giudiziario e un impegno straordinario delle istituzioni e delle famiglie di lavoratori ex esposti che merita evidenza». Proprio sulla base della relazione del Contarp, l'Inail ha ritenuto che nello stabilimento di Ottana la presenza dell'amianto non sia stata sufficiente per dare il via al riconoscimento ai lavoratori delle malattie professionali provocate dalla malattie asbesto correlate (cioè provocate da questa fibra micidiale).
Respinte 1066 domande. Da qui il rigetto delle domande. «A fronte di 1081 domande presentate – si legge nella relazione della Commissione parlamentare – ben 1066 sono state respinte ritenendo da parte dell'Inail che nello stabilimento di Ottana vi era certo la presenza dell'amianto, ma non la prova di un'esposizione qualificata prevista dalla legge per il riconoscimento delle speciali previdenze»". Una situazione che per i lavoratori di Ottana, secondo la Commissione, costituisce «una peculiarità che merita attenzione». Anche perché evidenzia «la diversità di valutazione da parte dell'Inail rispetto ad altre situazioni analoghe in diversi territori, generando così un'ingiusta disparità di trattamento». La relazione del 2003 va, dunque, aggiornata «con nuovi elementi da sottoporre agli organi tecnici dell'Inail sulla base delle nuove risultanze ed emergenze».
Una scomoda verità. Per trovare una soluzione definitiva, la Commissione fa propria la proposta del direttore regionale dell'Inps «di istituire un tavolo tecnico tra tutti gli enti e con la stessa magistratura al fine di comprendere il dato unico e oggettivo della sussistenza o meno di un'esposizione qualificata nello stabilimento di Ottana interloquendo anche con l'Istituto superiore di sanità», e ritiene utile «una specifica audizione del presidente dell'Inail al fine di garantire un'omogeneità di trattamento tra i lavoratori». La Commissione sollecita, infine, un atto di indirizzo politico per il riconoscimento generalizzato dell'esposizione all'amianto per tutti i lavoratori che hanno lavorato per lunghi anni a contatto con questa fibra killer.
La relazione frettolosa. Balza agli occhi una prima considerazione: i dati contenuti nella relazione del 2003 effettuata dal Contarp (l'organismo tecnico dell'Inail) nello stabilimento chimico di Ottana per accertare la presenza dell'amianto non corrispondono alla realtà. Da quella relazione, infatti, era emerso che, come riporta la Commissione stessa, «nello stabilimento di Ottana, pur in presenza di amianto, non vi è stata un'esposizione qualificata, cioè superiore al limite previsto dalla normativa». «Un risultato sostanzialmente ingiusto – rileva ora la Commissione – che ha creato un enorme contenzioso giudiziario e un impegno straordinario delle istituzioni e delle famiglie di lavoratori ex esposti che merita evidenza». Proprio sulla base della relazione del Contarp, l'Inail ha ritenuto che nello stabilimento di Ottana la presenza dell'amianto non sia stata sufficiente per dare il via al riconoscimento ai lavoratori delle malattie professionali provocate dalla malattie asbesto correlate (cioè provocate da questa fibra micidiale).
Respinte 1066 domande. Da qui il rigetto delle domande. «A fronte di 1081 domande presentate – si legge nella relazione della Commissione parlamentare – ben 1066 sono state respinte ritenendo da parte dell'Inail che nello stabilimento di Ottana vi era certo la presenza dell'amianto, ma non la prova di un'esposizione qualificata prevista dalla legge per il riconoscimento delle speciali previdenze»". Una situazione che per i lavoratori di Ottana, secondo la Commissione, costituisce «una peculiarità che merita attenzione». Anche perché evidenzia «la diversità di valutazione da parte dell'Inail rispetto ad altre situazioni analoghe in diversi territori, generando così un'ingiusta disparità di trattamento». La relazione del 2003 va, dunque, aggiornata «con nuovi elementi da sottoporre agli organi tecnici dell'Inail sulla base delle nuove risultanze ed emergenze».
Una scomoda verità. Per trovare una soluzione definitiva, la Commissione fa propria la proposta del direttore regionale dell'Inps «di istituire un tavolo tecnico tra tutti gli enti e con la stessa magistratura al fine di comprendere il dato unico e oggettivo della sussistenza o meno di un'esposizione qualificata nello stabilimento di Ottana interloquendo anche con l'Istituto superiore di sanità», e ritiene utile «una specifica audizione del presidente dell'Inail al fine di garantire un'omogeneità di trattamento tra i lavoratori». La Commissione sollecita, infine, un atto di indirizzo politico per il riconoscimento generalizzato dell'esposizione all'amianto per tutti i lavoratori che hanno lavorato per lunghi anni a contatto con questa fibra killer.
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