La Nuova Sardegna

Nuoro

Soldi per le donne maltrattate: Porcu rivela la truffa

di Stefania Vatieri
Soldi per le donne maltrattate: Porcu rivela la truffa

Appello della presidente dell’associazione Onda Rosa «Vengono chiesti fondi a mio nome, sono impostori»

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NUORO. Si presentano alle porte di casa o nelle sale d'aspetto degli uffici pubblici e chiedono soldi per conto di Luisanna Porcu, la presidentessa del Centro anti violenza Onda Rosa e segretaria nazionale di Donne in rete contro la violenza. Ma si tratta di una truffa.

A segnalarlo è la stessa responsabile dell'associazione cittadina a tutela delle donne vittime di violenza che sottolinea aspramente: «Non ho mai chiesto, a mio nome, un solo euro – spiega con fermezza Luisanna Porcu –. Nessuna di noi ha mai promosso una raccolta fondi di questo genere: gli aiuti sono ben accetti solo con donazioni sul nostro conto corrente». Da alcune settimane infatti numerosi cittadini nuoresi vengono avvicinati negli uffici pubblici, ma anche lungo le vie cittadine da persone che si presentano come volontari dell'associazione Onda Rosa, chiedendo a nome di Luisanna Porcu un contributo a sostegno dell'attività svolta dal Centro antiviolenza della provincia di Nuoro, che si occupa appunto di sostenere e aiutare le donne che hanno subito attivi di violenza fisica e psicologica dai propri compagni.

«Sono veramente amareggiata dall'azione disonesta di queste persone che marciano sulla sofferenza altrui, e come in questo caso specifico su quella delle donne vittime di maltrattamenti – dice la presidente di Onda Rosa –. Non abbiamo mai autorizzato nessuno a raccogliere fondi per strada e per giunta a mio nome. Infatti per garantire la trasparenza e la tracciabilità delle raccolte fondi da noi promosse, le donazioni vendono solo ed esclusivamente versate su conti pubblici. Diffidate dalle truffe e sopratutto da ogni altro tipo di contatto, a maggior ragione se i soldi richiesti sono a mio nome».

L'ultimo appello Luisanna Porcu lo indirizza ai suoi concittadini: «Qualora vi dovesse capitare che qualcuno vi chieda denaro per la nostra associazione chiamateci e contemporaneamente avvisate le forze dell’ordine», conclude la presidente dell’associazione che assiste le donne che subiscono violenza.

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