Infermieri da 10 mesi senza paga
di Giulia Serra
Macomer, servizio “India” a rischio in tutto il territorio se l’Assl non sbloccherà la situazione
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MACOMER. Sono infermieri specializzati in interventi di emergenza ed urgenza, lavorano per India Macomer e da anni svolgono un servizio extra per sopperire all’ormai strutturale carenza di organico nel servizio di ambulanza infermieristica della Assl nuorese, coprendo l’intero territorio del Marghine. Rappresentano l’unico servizio sanitario del 118 sul territorio, ma le loro prestazioni da ben 10 mesi non vengono retribuite dall’azienda sanitaria.
I numerosi solleciti fino ad oggi sono caduti nel vuoto e per questo i professionisti hanno preso carta e penna e scritto al direttore generale di Areus Giorgio Lenzotti, al direttore della Asl di Nuoro Andrea Marras, al referente del 118 e alle organizzazioni sindacali nel tentativo di trovare una soluzione ad una situazione giunta evidentemente al limite e che potrebbe anche degenerare se non si riuscisse ad evitare «il rifiuto generalizzato a prestare l’attività». «Senza il nostro apporto il servizio India di Macomer che copre tutto il territorio del Marghine – dicono gli operatori – non potrebbe esistere».
Insomma, gli operatori prospettano di far mancare la propria disponibilità a svolgere l’importante attività di primo intervento se non si dovessero sbloccare i pagamenti: una eventualità che lascerebbe scoperto il territorio dal servizio garantito dall’ambulanza infermieristica, reso ancora più essenziale ed indispensabile a fronte dell’assenza nel territorio provinciale della medicalizzata. Il ritardo accumulato nella liquidazione del dovuto, tra l’altro, non sarebbe un fatto isolato, ma avrebbe assunto caratteri metodici: «un atteggiamento ormai consuetudinario da parte di questa Assl – si legge nel documento di rivendicazione – che ci costringe ad ingaggiare saltuariamente delle vere e proprie battaglie per ottenere gli emolumenti guadagnati con grande disponibilità e professionalità».
Se è di questi giorni l’annuncio dell’avvio nel mese di luglio del nuovo servizio di elisoccorso, non poteva mancare un commento dal sapore amaro: «se agli infermieri che andranno a lavorare per l’elisoccorso sarà riservato lo stesso trattamento, c’è poco da stare sereni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I numerosi solleciti fino ad oggi sono caduti nel vuoto e per questo i professionisti hanno preso carta e penna e scritto al direttore generale di Areus Giorgio Lenzotti, al direttore della Asl di Nuoro Andrea Marras, al referente del 118 e alle organizzazioni sindacali nel tentativo di trovare una soluzione ad una situazione giunta evidentemente al limite e che potrebbe anche degenerare se non si riuscisse ad evitare «il rifiuto generalizzato a prestare l’attività». «Senza il nostro apporto il servizio India di Macomer che copre tutto il territorio del Marghine – dicono gli operatori – non potrebbe esistere».
Insomma, gli operatori prospettano di far mancare la propria disponibilità a svolgere l’importante attività di primo intervento se non si dovessero sbloccare i pagamenti: una eventualità che lascerebbe scoperto il territorio dal servizio garantito dall’ambulanza infermieristica, reso ancora più essenziale ed indispensabile a fronte dell’assenza nel territorio provinciale della medicalizzata. Il ritardo accumulato nella liquidazione del dovuto, tra l’altro, non sarebbe un fatto isolato, ma avrebbe assunto caratteri metodici: «un atteggiamento ormai consuetudinario da parte di questa Assl – si legge nel documento di rivendicazione – che ci costringe ad ingaggiare saltuariamente delle vere e proprie battaglie per ottenere gli emolumenti guadagnati con grande disponibilità e professionalità».
Se è di questi giorni l’annuncio dell’avvio nel mese di luglio del nuovo servizio di elisoccorso, non poteva mancare un commento dal sapore amaro: «se agli infermieri che andranno a lavorare per l’elisoccorso sarà riservato lo stesso trattamento, c’è poco da stare sereni».
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