Noddule, un piano da 120mila euro per valorizzare il sito archeologico
di Valeria Gianoglio
La scommessa lanciata dalla cooperativa Nooraghe. «Da maggio visite guidate, e poi servizi e mappe tattili»
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NUORO. «Abbiamo puntato su Noddule, perché è uno dei siti archeologici più trascurati e meno conosciuti della provincia. Eppure è di una importanza straordinaria perché abbraccia diverse epoche e perché potrebbe costituire solo la tappa iniziale di un percorso che collega tra loro i santuari delle acque. Da maggio siamo pronti a partire con le visite guidate e tante altre idee». Trentotto anni e il titolo di sviluppatore software lui, dieci in meno e una laurea in Beni culturali lei, entrambi nuoresi e con un recente passato trascorso come guide turistiche in alcuni dei più bei siti ambientali e archeologici del territorio, come Lanaitto. Mario Cabiddu e Antonia Pintori sono i due titolari della società dal nome che è già tutto un programma – “Nooraghe” – che grazie a un progetto premiato dalla Regione con un finanziamento di 120mila euro, hanno appena ricevuto dal Comune le chiavi per gestire e rilanciare un’area archeologica vicino alla città che da tanto tempo attendeva un progetto di recupero e di valorizzazione.
A differenza del nuraghe di Tanca Manna, che sorge a Nuoro città, e che nel tempo è stato quantomeno oggetto di alcune campagne di scavi e delle attenzioni di studiosi, università e associazioni, il sito di Noddule, in questo contesto, è da sempre il grande dimenticato. Fino a qualche mese fa, quando il Comune decide di partecipare, seppur in modo indiretto, al bando regionale Cultur lab, facendo più o meno il seguente discorso: assegno la gestione di due siti archeologici di Nuoro, ovvero Tanca Manna e Noddule, alle società che riusciranno, con i loro progetti, a vincere il finanziamento previsto dal bando regionale. A vincere i fondi regionali sono stati l’archeologo nuorese, Demis Murgia, con un progetto per valorizzare l’area di Tanca Manna, e la società “Nooraghe” di Mario Cabiddu e Antonia Pintori, per l’appunto. «Siamo pronti a cominciare – spiega Mario Cabiddu – con Antonia abbiamo deciso di metterci in proprio, dopo tanti anni trascorsi come guide alle dipendenze di altre società, e abbiamo deciso di pensare a un progetto per Noddule perché un sito sconosciuto anche a tantissimi nuoresi, nonostante sia vicino alla città. Eppure si tratta di un’area archeologica di grandissima importanza. C’è un nuraghe polilobato, una fonte sacra, una tomba dei giganti, e quella che sembra una capanna delle riunioni. L’insediamento abbraccia un periodo vastissimo: dal prenuragico all’epoca bizantina. Racconta, insomma, un grande spaccato della storia più antica di Nuoro. Noddule, poi, a differenza di altri siti, per fortuna non è stato oggetto delle attenzioni dei vandali». Per rimetterlo in sesto, dunque, e prepararlo alla nuova stagione di rilancio, basterà semplicemente ripulirlo dalle erbacce e dai rami che ci giacciono abbandonati da una vecchia ondata di gelo e neve. «Abbiamo già cominciato a liberare il sito – spiega ancora Mario Cabiddu – e poi, da maggio, saremo pronti a partire con le visite guidate. E poi sistemeremo tanti altri servizi per i visitatori».
A differenza del nuraghe di Tanca Manna, che sorge a Nuoro città, e che nel tempo è stato quantomeno oggetto di alcune campagne di scavi e delle attenzioni di studiosi, università e associazioni, il sito di Noddule, in questo contesto, è da sempre il grande dimenticato. Fino a qualche mese fa, quando il Comune decide di partecipare, seppur in modo indiretto, al bando regionale Cultur lab, facendo più o meno il seguente discorso: assegno la gestione di due siti archeologici di Nuoro, ovvero Tanca Manna e Noddule, alle società che riusciranno, con i loro progetti, a vincere il finanziamento previsto dal bando regionale. A vincere i fondi regionali sono stati l’archeologo nuorese, Demis Murgia, con un progetto per valorizzare l’area di Tanca Manna, e la società “Nooraghe” di Mario Cabiddu e Antonia Pintori, per l’appunto. «Siamo pronti a cominciare – spiega Mario Cabiddu – con Antonia abbiamo deciso di metterci in proprio, dopo tanti anni trascorsi come guide alle dipendenze di altre società, e abbiamo deciso di pensare a un progetto per Noddule perché un sito sconosciuto anche a tantissimi nuoresi, nonostante sia vicino alla città. Eppure si tratta di un’area archeologica di grandissima importanza. C’è un nuraghe polilobato, una fonte sacra, una tomba dei giganti, e quella che sembra una capanna delle riunioni. L’insediamento abbraccia un periodo vastissimo: dal prenuragico all’epoca bizantina. Racconta, insomma, un grande spaccato della storia più antica di Nuoro. Noddule, poi, a differenza di altri siti, per fortuna non è stato oggetto delle attenzioni dei vandali». Per rimetterlo in sesto, dunque, e prepararlo alla nuova stagione di rilancio, basterà semplicemente ripulirlo dalle erbacce e dai rami che ci giacciono abbandonati da una vecchia ondata di gelo e neve. «Abbiamo già cominciato a liberare il sito – spiega ancora Mario Cabiddu – e poi, da maggio, saremo pronti a partire con le visite guidate. E poi sistemeremo tanti altri servizi per i visitatori».
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