Siniscola, le 15 donne di Poste italiane
SINISCOLA. Oggi, le donne impiegate nell’azienda Poste Italiane che si occupa della gestione del servizio postale in Italia ma è anche operativa nei settori finanziari, assicurativi e nella telefonia...
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SINISCOLA. Oggi, le donne impiegate nell’azienda Poste Italiane che si occupa della gestione del servizio postale in Italia ma è anche operativa nei settori finanziari, assicurativi e nella telefonia mobile, rappresentano circa il 54% della popolazione aziendale e la presenza femminile si sta affermando sempre più anno dopo anno anche nel settore del recapito. Quindici donne: Patrizia, Ilaria, Giovannina, Tina, Cristina, Angela, Pasqualina, Maria Paola, Maria Antonietta, Gabriella, Angela Maria, Tomasa sono i volti femminili del centro di recapito a Siniscola.
Per favorire una presenza femminile sempre più numerosa, Poste Italiane ha sviluppato politiche per le Pari Opportunità, con misure che vengono attuate in azienda per aiutare i dipendenti a conciliare gli impegni professionali con le esigenze personali e familiari.
Poste Italiane, inoltre, tutela la maternità e la paternità garantendo ai lavoratori un trattamento migliore rispetto a quanto previsto dalla normativa: durante il congedo di maternità eroga il 100% della retribuzione per tutti i cinque mesi di astensione dal lavoro, rispetto al pagamento dell’80% previsto dalla legge, mentre i genitori che utilizzano il “congedo parentale” nei primi sei anni di vita del bambino, ricevono l’80% della retribuzione per i primi due mesi, invece del 30%.
Per favorire una presenza femminile sempre più numerosa, Poste Italiane ha sviluppato politiche per le Pari Opportunità, con misure che vengono attuate in azienda per aiutare i dipendenti a conciliare gli impegni professionali con le esigenze personali e familiari.
Poste Italiane, inoltre, tutela la maternità e la paternità garantendo ai lavoratori un trattamento migliore rispetto a quanto previsto dalla normativa: durante il congedo di maternità eroga il 100% della retribuzione per tutti i cinque mesi di astensione dal lavoro, rispetto al pagamento dell’80% previsto dalla legge, mentre i genitori che utilizzano il “congedo parentale” nei primi sei anni di vita del bambino, ricevono l’80% della retribuzione per i primi due mesi, invece del 30%.
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