Il tribunale dissequestra la casa di riposo
di Valeria Gianoglio
Alla guida torna la ex direttrice Rosanna Serra, condannata in primo grado. La Procura: «Venute meno le esigenze iniziali»
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NUORO. La grande impresa, ieri mattina, sia per il presidente del tribunale, Vincenzo Amato, sia per il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli, è stata spiegare ai parenti degli anziani, arrivati piuttosto confusi in delegazione a Palazzo di giustizia, per quale motivo la casa di riposo di via Aosta fosse stata dissequestrata qualche ora prima con un provvedimento notificato dalla polizia. E per quale ragione, alla guida della struttura, da ieri mattina fosse tornata la ex direttrice Rosanna Serra, che qualche mese fa è stata condannata in primo grado a 5 anni per l’accusa di “abbandono di incapace” aggravato dall’evento morte, e assolta, invece, dal capo d’imputazione meno grave, quello di aver somministrato farmaci scaduti agli anziani ospitati tra le mura della casa di riposo di via Aosta.
La grande impresa è stata spiegare che nelle scorse settimane la Procura – che dal giugno 2016 gestiva la struttura attraverso un amministratore giudiziale, Maria Eugenia Cosseddu – avesse fatto un bilancio della vicenda e tratto le sue conclusioni: ovvero che erano venute meno le esigenze che nel giugno 2016 avevano motivato il sequestro preventivo dell’intera residenza. E che per questa ragione, norme alla mano, la stessa Procura dovesse chiedere al giudice di firmare un provvedimento di dissequestro.
Un anno e mezzo fa, quando il pm Giorgio Bocciarelli, aveva ottenuto il sequestro preventivo della casa di riposo e annessa nomina di un amministratore giudiziale, il provvedimento era stato motivato dal fatto che in caso contrario la struttura sarebbe rimasta senza guida, visti i guai giudiziari dell’allora direttrice, Rosanna Serra. E se la stessa direttrice fosse rimasta al suo posto, secondo l’accusa, avrebbe oltretutto potuto inquinare le eventuali prove. Ma trascorsi i mesi, messe in cassaforte le prove, raccolte le testimonianze, e arrivata anche la conclusione del processo di primo grado, per la Procura non sussistevano più le esigenze cautelari iniziali. E per questo il pm Bocciarelli nei giorni scorsi ha chiesto il dissequestro della residenza, e il presidente del tribunale, Vincenzo Amato, ha firmato il provvedimento che ieri mattina è stato notificato a tutte le parti dalla polizia. Fin qui, dunque, le ragioni della giustizia. Appena un passo più in là, invece, cominciano quelle dei parenti dei 26 anziani che attualmente sono ospiti della struttura di via Aosta. Per loro, ieri, è stata davvero una mattina complicata. Ma che qualcosa stessa succedendo, del resto, si era capito dalla sera prima, quando tutti e 26 i parenti degli anziani ricevono una telefonata dalla residenza che preannuncia loro una riunione urgente per l’indomani mattina alle 9, ovvero ieri. E così, durante quella riunione, scoprono, sbigottiti, che la polizia aveva appena notificato il provvedimento di dissequestro della residenza e che in virtù di quello dello stesso provvedimento di fatto, alla guida della casa di riposo, sarebbe tornata la ex direttrice, Rosanna Serra, nel frattempo condannata in primo grado a 5 anni. Ma la notizia del dissequestro e del suo ritorno alla guida della casa di riposo, del resto, è una vera sorpresa anche per la stessa Rosanna Serra che già da ieri, dopo aver ricevuto il provvedimento dalla mani della polizia, si dirige alla residenza di via Aosta per capire il da farsi. «è stata una sorpresa anche per noi – spiega il suo avvocato, Francesco Lai – posso solo dire che dal punto di vista giuridico il provvedimento di dissequestro è ineccepibile».
La grande impresa è stata spiegare che nelle scorse settimane la Procura – che dal giugno 2016 gestiva la struttura attraverso un amministratore giudiziale, Maria Eugenia Cosseddu – avesse fatto un bilancio della vicenda e tratto le sue conclusioni: ovvero che erano venute meno le esigenze che nel giugno 2016 avevano motivato il sequestro preventivo dell’intera residenza. E che per questa ragione, norme alla mano, la stessa Procura dovesse chiedere al giudice di firmare un provvedimento di dissequestro.
Un anno e mezzo fa, quando il pm Giorgio Bocciarelli, aveva ottenuto il sequestro preventivo della casa di riposo e annessa nomina di un amministratore giudiziale, il provvedimento era stato motivato dal fatto che in caso contrario la struttura sarebbe rimasta senza guida, visti i guai giudiziari dell’allora direttrice, Rosanna Serra. E se la stessa direttrice fosse rimasta al suo posto, secondo l’accusa, avrebbe oltretutto potuto inquinare le eventuali prove. Ma trascorsi i mesi, messe in cassaforte le prove, raccolte le testimonianze, e arrivata anche la conclusione del processo di primo grado, per la Procura non sussistevano più le esigenze cautelari iniziali. E per questo il pm Bocciarelli nei giorni scorsi ha chiesto il dissequestro della residenza, e il presidente del tribunale, Vincenzo Amato, ha firmato il provvedimento che ieri mattina è stato notificato a tutte le parti dalla polizia. Fin qui, dunque, le ragioni della giustizia. Appena un passo più in là, invece, cominciano quelle dei parenti dei 26 anziani che attualmente sono ospiti della struttura di via Aosta. Per loro, ieri, è stata davvero una mattina complicata. Ma che qualcosa stessa succedendo, del resto, si era capito dalla sera prima, quando tutti e 26 i parenti degli anziani ricevono una telefonata dalla residenza che preannuncia loro una riunione urgente per l’indomani mattina alle 9, ovvero ieri. E così, durante quella riunione, scoprono, sbigottiti, che la polizia aveva appena notificato il provvedimento di dissequestro della residenza e che in virtù di quello dello stesso provvedimento di fatto, alla guida della casa di riposo, sarebbe tornata la ex direttrice, Rosanna Serra, nel frattempo condannata in primo grado a 5 anni. Ma la notizia del dissequestro e del suo ritorno alla guida della casa di riposo, del resto, è una vera sorpresa anche per la stessa Rosanna Serra che già da ieri, dopo aver ricevuto il provvedimento dalla mani della polizia, si dirige alla residenza di via Aosta per capire il da farsi. «è stata una sorpresa anche per noi – spiega il suo avvocato, Francesco Lai – posso solo dire che dal punto di vista giuridico il provvedimento di dissequestro è ineccepibile».
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