Quirra, Arzana contro la Regione
di Lamberto Cugudda
Il Comune sceglie la linea della petizione popolare in un partecipato Consiglio
2 MINUTI DI LETTURA
ARZANA. Petizione popolare contro la Regione sulle vigne di Quirra. L’argomento è stato affrontato in un partecipatissimo consiglio comunale ad Arzana. «Rifiutiamo l’istanza di legittimazione, intraprendiamo subito le azioni giudiziarie contro la delibera della giunta regionale e avviamo una petizione contro la delibera della giunta regionale» suona così la decisione dell’assemblea civica nella scorsa seduta. Nessuno sconto, quindi, alla cooperativa “Fra Lavoratori” che dal 1954 occupa i 138 ettari di vigneti di Quirra. La giunta regionale è intervenuta sulla vicenda con una propria delibera del 17 gennaio, riaprendo la questione che era già stata chiusa dal tribunale di Lanusei e dalla Corte d’appello di Cagliari che avevano condannato la stessa alla restituzione dei terreni al Comune. L’iter era stato definito dal tribunale che il 22 gennaio, tramite l'ufficiale giudiziario, aveva notificato lo sfratto alla cooperativa Fra Lavoratori. Nel settembre 2016, infatti, i giudici avevano condannato i soci a restituire i terreni; decisione confermata in appello. La coop pagava un affitto di 96 euro l'anno per 138 ettari di vigneti. Sette mesi dopo la sentenza, al culmine di un contenzioso durato sette anni, Arzana aveva chiesto la messa in esecuzione del provvedimento. «Attaccheremo la delibera con un ricorso al Tar perché non ha elementi sostanziali neppure di carattere giuridico - spiegano i consiglieri e gli assessori - si sta usurpando un diritto della comunità di Arzana. Siamo certi di aver ragione, non possiamo rischiare di essere estromessi dalle nostre scelte. In questa vicenda è stato costruito un meccanismo che potrà consentire alla coop di diventare padrona a costo quasi pari a zero. Gli usi civici sono e devono restare una risorsa per i cittadini soprattutto in questo periodo di crisi». Già nelle settimane scorse, l’esecutivo comunale, con in testa il primo cittadino, aveva parlato di «delibera regionale che interviene a gamba tesa su una doppia sentenza del tribunale, ed è un pericoloso tentativo di risolvere una vertenza già chiusa in sede giudiziale, che rischia di aprire numerose istanze in tutta l’isola con la grave conseguenza di un depauperamento dei demani civici». Favorevoli i cittadini che hanno gremito la sala. Gli arzanesi disponibili per una petizione popolare avvieranno subito la raccolta firme.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google