Ultrasuoni per curare il cancro blitz nello studio di Alba Puddu
Sequestrati dai carabinieri macchinari e computer della dottoressa di Tertenia finita sotto inchiesta Dall’indagine della Procura è emerso che i pazienti arrivavano dal Piemonte e da tutta la Sardegna
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TERTENIA. Hanno bussato alla porta del suo ambulatorio nel pomeriggio dell’8 marzo. Quando Alba Veronica Puddu, la dottoressa di Tertenia finita sotto inchiesta dopo il servizio delle Iene per aver assicurato cure miracolose con gli ultrasuoni ai malati di tumore ha aperto, si è trovata di fronte i carabinieri del Nas di Sassari, quelli della Compagnia di Jerzu e i finanzieri delle Tenenza di Arbatax. Nelle loro mani un provvedimento di perquisizione e sequestro firmato dal capo della Procura di Lanusei.
Sotto sequestro è così finita la strumentazione tecnica del medico che continua ad esercitare. «Il provvedimento – ha spiegato il procuratore Biagio Mazzeo – risponde all’esigenza di consentire accertamenti tecnici sulla strumentazione, per verificarne le caratteristiche e lo stato di efficienza». In tutto sono stati sequestrati undici macchinari, tra cui ecografi e apparecchiature ad ultrasuoni ma anche altri elementi in grado di fare luce sulla vicenda. «Nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati anche computer, telefoni, oltre ad agende, documentazione medica, e ricevute di pagamento» prosegue Mazzeo. La Procura ogliastrina dopo la messa in onda della trasmissione televisiva di Italia 1 del 19 novembre 2017 aveva aperto un fascicolo: omicidio, lesioni personali, circonvenzione di incapace e truffa continuata l’ipotesi di reato. Gli investigatori hanno anche sentito alcune persone, tra queste il medico legale che constatò i decessi di due malati oncologici avvenuti nello studio della dottoressa ed alcuni familiari dei pazienti. L’attività investigativa non si è fermata qui e ha riguardato anche la documentazione clinica acquisita in strutture sanitarie ed ospedaliere. «Sulla base delle indagine – prosegue Mazzeo – si ha ragione di ritenere che nessuna delle cure praticate dalla dottoressa nei confronti di malati oncologici, di persone affette da altre malattie e, a maggior ragione, di persone perfettamente sane indotte d a credere di essere affette da malattie più o meno gravi, abbiano mai prodotto alcun effetto positivo».
Al contrario, nei casi di persone gravemente malate, che hanno fatto ricorso alle cure alternative – è la tesi della Procura – è altamente probabile che si sia verificato l’aggravamento. Dalle indagini è emerso che si sono rivolti alla dottoressa di Tertenia persone provenienti dal Piemonte, particolarmente dal torinese, e da varie province della Sardegna e dall’Ogliastra. La Procura, infine, rivolge un appello alle persone che a vario titolo siano in possesso di informazioni su questi fatti affinché si presentino dai carabinieri per riferire quanto a loro conoscenza. (g.f)
Sotto sequestro è così finita la strumentazione tecnica del medico che continua ad esercitare. «Il provvedimento – ha spiegato il procuratore Biagio Mazzeo – risponde all’esigenza di consentire accertamenti tecnici sulla strumentazione, per verificarne le caratteristiche e lo stato di efficienza». In tutto sono stati sequestrati undici macchinari, tra cui ecografi e apparecchiature ad ultrasuoni ma anche altri elementi in grado di fare luce sulla vicenda. «Nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati anche computer, telefoni, oltre ad agende, documentazione medica, e ricevute di pagamento» prosegue Mazzeo. La Procura ogliastrina dopo la messa in onda della trasmissione televisiva di Italia 1 del 19 novembre 2017 aveva aperto un fascicolo: omicidio, lesioni personali, circonvenzione di incapace e truffa continuata l’ipotesi di reato. Gli investigatori hanno anche sentito alcune persone, tra queste il medico legale che constatò i decessi di due malati oncologici avvenuti nello studio della dottoressa ed alcuni familiari dei pazienti. L’attività investigativa non si è fermata qui e ha riguardato anche la documentazione clinica acquisita in strutture sanitarie ed ospedaliere. «Sulla base delle indagine – prosegue Mazzeo – si ha ragione di ritenere che nessuna delle cure praticate dalla dottoressa nei confronti di malati oncologici, di persone affette da altre malattie e, a maggior ragione, di persone perfettamente sane indotte d a credere di essere affette da malattie più o meno gravi, abbiano mai prodotto alcun effetto positivo».
Al contrario, nei casi di persone gravemente malate, che hanno fatto ricorso alle cure alternative – è la tesi della Procura – è altamente probabile che si sia verificato l’aggravamento. Dalle indagini è emerso che si sono rivolti alla dottoressa di Tertenia persone provenienti dal Piemonte, particolarmente dal torinese, e da varie province della Sardegna e dall’Ogliastra. La Procura, infine, rivolge un appello alle persone che a vario titolo siano in possesso di informazioni su questi fatti affinché si presentino dai carabinieri per riferire quanto a loro conoscenza. (g.f)
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