il convegno
Grafologia: una scienza al servizio della legge
di Luca Urgu
Il parere degli esperti all’incontro promosso da scuola forense e Ordine degli avvocati
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NUORO. In era digitale si scrive sempre meno a mano. Si è abilissimi a far scivolare fin da piccoli le dita su pc e palmari più che a tenere una biro tra le dita. Ma in certi ambiti, davvero molto delicati, non si può ancora prescindere dalla scrittura di pugno. La grafia diventa così il vero e proprio dna di chi compie quel gesto. Spesso per tramandare un volere – è il caso dei testamenti ereditari – ma anche per rivolgere richieste precise, che diventano reato quando travalicano in offese, ingiurie o fanno addirittura apparire il mittente di questi scritti un vero e proprio stalker. Insomma c’è abbastanza materiale sia nei contenziosi civili sia nel campo penale per la grafologia e i suoi esperti, sovente chiamati a dare risposte fondamentali con le loro consulenze a avvocati o giudici che decidono di avvalersi della perizia. Dell’interessante argomento si è discusso venerdì pomeriggio nel convegno organizzato alla Scuola forense di Nuoro e dall’ordine degli avvocati (Grafologia giudiziaria, aspetti grafoscopici e riflessioni antropologiche) con gli interventi di Sergio Frontini e Paola Meloni, entrambi grafologi forensi che nelle loro relazioni hanno analizzato molti aspetti affascinanti della grafologia e di quanto questa disciplina possa ancora oggi contribuire a fornire preziosi elementi nel giudizio.
Ma sempre tornando al rapporto che apparirebbe a prima vista antitetico tra scrittura digitale e manuale è opportuno ricordare che questi mondi non sono affatto in contrasto tra loro, anzi in un settore sempre più importante nei processi ovvero la grafologia giudiziaria, la tecnologia viene in soccorso al grafologo consentendogli grazie a strumenti sempre più sofisticati e precisi di smascherare i falsari. Nella cronaca di tutti i giorni anche in un tribunale periferico come quello nuorese i casi in cui viene utilizzata la consulenza grafologica sono sempre più frequenti. Dalle inchieste sulle firme che la Procura contesta come false per la presentazione delle liste elettorali del Comune di Orgosolo nell’ultima tornata elettorale, ad altri innumerevoli casi che hanno portato a giudizio individui che perseguitano il nemico di turno o la ex moglie o fidanzata a cui hanno scritto centinaia di lettere non proprio dai toni amorevoli. Tutti aspetti che sottolineano con forza quanto la scrittura è un timbro, e una firma un tratto davvero personale dell’individuo che la appone tanto da renderla difficilmente duplicabile da terzi.
Sergio Frontini, grafologo forense è uno dei massimi esperti in Italia e Paola Meloni, avvocato oltre che grafologa, hanno tenuto una interessante lezione seguita da molti operatori del diritto sulle potenzialità di una scienza di confine che malgrado la veneranda età ha ancora molto da dire. Soprattutto per tracciare un solco chiaro nelle verità giudiziarie che poi si traducono nelle sentenze.
Ma sempre tornando al rapporto che apparirebbe a prima vista antitetico tra scrittura digitale e manuale è opportuno ricordare che questi mondi non sono affatto in contrasto tra loro, anzi in un settore sempre più importante nei processi ovvero la grafologia giudiziaria, la tecnologia viene in soccorso al grafologo consentendogli grazie a strumenti sempre più sofisticati e precisi di smascherare i falsari. Nella cronaca di tutti i giorni anche in un tribunale periferico come quello nuorese i casi in cui viene utilizzata la consulenza grafologica sono sempre più frequenti. Dalle inchieste sulle firme che la Procura contesta come false per la presentazione delle liste elettorali del Comune di Orgosolo nell’ultima tornata elettorale, ad altri innumerevoli casi che hanno portato a giudizio individui che perseguitano il nemico di turno o la ex moglie o fidanzata a cui hanno scritto centinaia di lettere non proprio dai toni amorevoli. Tutti aspetti che sottolineano con forza quanto la scrittura è un timbro, e una firma un tratto davvero personale dell’individuo che la appone tanto da renderla difficilmente duplicabile da terzi.
Sergio Frontini, grafologo forense è uno dei massimi esperti in Italia e Paola Meloni, avvocato oltre che grafologa, hanno tenuto una interessante lezione seguita da molti operatori del diritto sulle potenzialità di una scienza di confine che malgrado la veneranda età ha ancora molto da dire. Soprattutto per tracciare un solco chiaro nelle verità giudiziarie che poi si traducono nelle sentenze.
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