La Nuova Sardegna

Nuoro

L’Assl: project financing ora andremo in tribunale

di Giusy Ferreli
L’Assl: project financing ora andremo in tribunale

Per i legali dell’azienda pubblica il verdetto conferma il provvedimento del Tar «Annullato l’atto aggiuntivo della concessione: risparmieremo 148 milioni»

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NUORO. Una sentenza a prima vista salomonica, che taglia il bambino in due. E che, paradossalmente, fa cantare vittoria a entrambe le parti in causa: la Assl di Nuoro e il Polo Sanitario Sardegna Centrale. Se da un lato i giudici del Consiglio di Stato fanno salvo l’impianto del Project financing e ritengono vigente la concessione, rimandando al giudice ordinario ogni controversia contrattuale, dall’altra cassano definitivamente l’atto aggiuntivo già annullato in autotutela dall’allora commissario straordinario, Mario Palermo. All’indomani della pubblicazione della complessa sentenza, le dichiarazioni si susseguono benché sia difficile districarsi visto che entrambe le parti reputano di aver vinto la battaglia.

La Assl. La Assl nuorese ha affidato a una stringata nota le proprie considerazioni. A voler ben vedere, almeno secondo l’interpretazione ottimistica degli amministratori, il verdetto del Consiglio di stato sarebbe del tutto favorevole alla Assl. In particolar modo avrebbe risvolti positivi per le casse della sanità pubblica che risparmierà 148 milioni di euro. «Il Consiglio di Stato – è l’analisi dei vertici Assl – conferma sostanzialmente la sentenza del Tar Sardegna». In particolare – sempre secondo l’interpretazione dell’area socio sanitaria locale guidata da Andrea Marras – gli aspetti su cui si è concentrato Palazzo Spada sono due aspetti: il cosiddetto atto aggiuntivo, che avrebbe avuto un impatto complessivo per tutta la durata del Project, e il contratto originario. «Ebbene – è il commento – l’atto aggiuntivo è stato definitivamente annullato confermando integralmente la sentenza del Tar Sardegna e le posizioni Ats mentre rispetto al contratto originario il Consiglio di Stato ha riformato parzialmente la sentenza del Tar Sardegna, disponendo che l’Ats potrà e dovrà far valere i vizi di tale contratto mediante azione civile dinanzi al giudice ordinario, azione che è già stata avviata».

Gli avvocati. A leggere tra le maglie di questa sentenza resa complicata dai trascorsi e dagli innumerevoli precedenti nelle aule della giustizia amministrativa, ci pensa l’avvocato di Assl-Ats. «La pronuncia del Consiglio di Stato ci soddisfa pienamente per quanto riguarda la conferma della legittimità dell’operato della Asl, con riferimento all’annullamento in autotutela dei provvedimenti presupposti all’atto aggiuntivo due, i cui gravissimi vizi sono stati confermati anche dai giudici del consiglio di Stato» dice l’avvocato Augusto Vacca, che con Diego Lumbau e Carlo Comandé tutela gli interessi dell’azienda unica guidata da Fulvio Moirano. Per quanto invece riguarda la concessione originaria, il team di legali è già pronto a presentarsi dal giudice civile, per farne dichiarare l’invalidità.

L’ex commissario. Mario Palermo, che nelle vesti di commissario straordinario decise di annullare gli atti sul mega progetto di finanza, plaude alla decisione del massimo organismo giuridico – amministrativo. «Il Consiglio di Stato riporta a legalità una cosa che legalità non aveva. Si tratta – sottolinea – di una vittoria importante ma non gioiosa. D’altra parte nessuno voleva chiudere il Project: lo abbiamo fatto sulla base di considerazioni tecniche». Rimane, infine, da sciogliere la questione dei dipendenti del Pssc. «A suo tempo abbiamo indicato diverse iniziative per salvaguardare i 250 lavoratori, tracciando la strada agli organi competenti» conclude Palermo che parla di «occasione perduta per la sanità nuorese».

La Regione. La Giunta regionale sinora non è mai intervenuta se non in riferimento alla questione dei lavoratori. «Non c'è da parte di nessuno, e tanto meno dell’assessore – aveva ribadito qualche mese fa Luigi Arru –, alcuna intenzione di abbandonare la sanità nuorese. Abbiamo cercato la strada percorribile per mantenere tutti livelli occupazionali».

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