il punto
Lo stesso status riconosciuto a Porto Torres e Portovesme
OTTANA. Allo stato attuale, l’area industriale di Ottana è esclusa dai flussi finanziari dello Stato destinati alla reindustrializzazione e alle bonifiche dei siti industriali in crisi perché non fa...
2 MINUTI DI LETTURA
OTTANA. Allo stato attuale, l’area industriale di Ottana è esclusa dai flussi finanziari dello Stato destinati alla reindustrializzazione e alle bonifiche dei siti industriali in crisi perché non fa parte delle aree cosiddette di crisi industriale complessa. Non solo. Il centro Sardegna è escluso anche dall’elenco dei Sin, i siti di interesse nazionale identificati come contaminati in relazione alla quantità e alla pericolosità degli agenti inquinanti. Due handicap che collocano Ottana ai margini di qualsiasi intervento destinato alla riqualificazione del territorio e alla ripresa produttiva.
Per cercare di uscire fuori da questo stato latente, il consiglio regionale, su proposta del capo gruppo del Pds, Gianfranco Congiu, il 9 gennaio scorso ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che ha dato mandato al presidente della giunta, Francesco Pigliaru, di avviare la procedura di riconoscimento dello status di area di crisi complessa per il polo industriale di Ottana. Lo stesso governatore ha successivamente incaricato i rappresentanti istituzionali e le parti sociali del territorio di predisporre un documento per dare corpo all’iniziativa. Che ora, con il documento relativo alle proposte di reindustrializzazione, sta muovendo i primi passi.
L’obiettivo, nel caso specifico, è riqualificare l’area di Ottana ai fini della ripresa industriale, di formare le risorse umane da immettere in una nuova prospettiva di lavoro, di riconvertire gli stabilimenti industriali dismessi e di realizzare nuove infrastrutture in grado di attrarre nuovi investimenti. Il percorso dovrà approdare al tavolo del ministero dello Sviluppo economico al quale spetta la dichiarazione di area di crisi complessa che riguarda specifici territori colpiti da recessione economica. Uno status che, in Sardegna, è stato riconosciuto solo alle aree industriali di Porto Torres e Portovesme. L’area di Ottana, nonostante la crisi irreversibile che ha provocato la chiusura di tutte le fabbriche e la fine dell’era industriale, è stata riconosciuta solo area di crisi di livello regionale. Un riconoscimento che esclude l’ex polo chimico del centro Sardegna dagli investimenti per la ripresa produttiva e per le bonifiche. Se la Regione dovesse riuscire a ottenere il riconoscimento di area di crisi complessa, per Ottana potrebbero aprirsi nuove possibilità di investimenti e di occupazione anche alla luce delle proposte elaborate dalle parti sociali e dai soggetti istituzionali del territorio. (f.s.)
Per cercare di uscire fuori da questo stato latente, il consiglio regionale, su proposta del capo gruppo del Pds, Gianfranco Congiu, il 9 gennaio scorso ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che ha dato mandato al presidente della giunta, Francesco Pigliaru, di avviare la procedura di riconoscimento dello status di area di crisi complessa per il polo industriale di Ottana. Lo stesso governatore ha successivamente incaricato i rappresentanti istituzionali e le parti sociali del territorio di predisporre un documento per dare corpo all’iniziativa. Che ora, con il documento relativo alle proposte di reindustrializzazione, sta muovendo i primi passi.
L’obiettivo, nel caso specifico, è riqualificare l’area di Ottana ai fini della ripresa industriale, di formare le risorse umane da immettere in una nuova prospettiva di lavoro, di riconvertire gli stabilimenti industriali dismessi e di realizzare nuove infrastrutture in grado di attrarre nuovi investimenti. Il percorso dovrà approdare al tavolo del ministero dello Sviluppo economico al quale spetta la dichiarazione di area di crisi complessa che riguarda specifici territori colpiti da recessione economica. Uno status che, in Sardegna, è stato riconosciuto solo alle aree industriali di Porto Torres e Portovesme. L’area di Ottana, nonostante la crisi irreversibile che ha provocato la chiusura di tutte le fabbriche e la fine dell’era industriale, è stata riconosciuta solo area di crisi di livello regionale. Un riconoscimento che esclude l’ex polo chimico del centro Sardegna dagli investimenti per la ripresa produttiva e per le bonifiche. Se la Regione dovesse riuscire a ottenere il riconoscimento di area di crisi complessa, per Ottana potrebbero aprirsi nuove possibilità di investimenti e di occupazione anche alla luce delle proposte elaborate dalle parti sociali e dai soggetti istituzionali del territorio. (f.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google