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Orune dice «No» al parco eolico di su Sartu

Orune dice «No» al parco eolico di su Sartu

Manifestazione nelle campagne del paese contro i progetti delle multinazionali Siemens e Gamesa

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ORUNE. «No al parco eolico di su Sartu». Orune come Bitti si oppone all’ipotesi – ma la prospettiva pare più che concreta – dello sbarco dei padroni del vento. Ovvero le multinazionali (Siemens e Gamesa) che tra i due paesi vorrebbero collocare – seppure nelle terre dei privati – 13 gigantesche pale eoliche di 145 metri. «Anche noi abbiamo formato un comitato così come hanno fatto in precedenza gli amici di Bitti – spiega Peppino Goddi, gestore del sito archeologico di Su Tempiesu, ma in questa battaglia coinvolto a titolo personale – per opporci a quello che riteniamo possa essere uno scempio ambientale e un vantaggio solo per le grande imprese titolari dell’investimento». Mercoledì una quarantina di persone ha visitato quei terreni dove potrebbe sorgere il parco eolico. Invece nei giorni precedenti era stato diffuso un documento dove si informava la popolazione del rischio dell’ipoteca ambientale a cui verrà sottoposto il territorio.

«Il nostro territorio, lo sappiamo, è un tesoro di inestimabile valore e pregio e non può essere barattato con l’ipotetica ed effimera convenienza derivante dall’ospitare un così mastodontico “Parco Eolico”, si legge nel documento del comitato spontaneo. Vale ancora la pena sacrificare il nostro territorio, distruggere per sempre la sua bellezza e privarci del nostro ambiente che in tanti ci invidiano perché unico e incontaminato in cambio di quattro denari? si chiedono a Orune, così come a Bitti. «La conclamata convenienza economica di questi impianti, più che mai “effimera”, porta soltanto una sporadica occupazione temporanea e nessuna ricaduta per la comunità orunese», ribadiscono i cittadini contrari al progetto. Paradossale poi che Orune sia inserito insieme ad altri 17 paesi nel Parco Tepilora (che ha il riconoscimento del Mab Unesco) e che nella valle sottostante si trovano a breve distanza la fonte sacra di su Tempiesu e il nuraghe Santa Lulla. (l.u.)

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